Blog

Food & Drinks

Non solo arancini: 8 specialità di street food che non conoscevi

Di il

Share
Non solo arancini: 8 specialità di street food che non conoscevi
Foto Stockfood

Dici cibo di strada e il primo pensiero va alla Sicilia. Nessuna regione può vantare una tradizione così gloriosa di specialità da mangiare sui marciapiedi, ungendosi le mani, seguendo la scia di fritto lungo i vicoli. Ed è proprio da qui che bisogna partire per scoprire alcune specialità di street food che (forse) non conoscete.

Dal 17 al 20 maggio a Catania arriva Street Food Fest, il festival internazionale del cibo da strada, che porta nel centro storico della città 30 cucine di strada da tutto il mondo, dai burrito messicani agli hot dog, dalle crescentine bolognesi alle piccanti specialità thailandesi. In contemporanea si terranno dibattiti, spettacoli e cooking show. Non mancherà ovviamente l’opportunità di gustare il cibo di strada catanese: meno conosciuto del suo ‘cugino’ palermitano, ma certo non meno affascinante, con alcune peculiarità che le distinguono da quelle del resto della Sicilia.

Andiamo a scoprire insieme otto specialità di street food da assaggiare a Catania.

Partiamo dai cosiddetti pezzi della tavola calda. Sarebbe riduttivo definire, come street food siciliano, solo il cibo proposto ‘all’esterno’. Un’istituzione fondamentale in Sicilia è la tavola calda: fritti, torte salate, variazioni sul tema pizza e tutte le altre delizie che si possono trovare al bar o nelle rosticcerie - da mangiare in strada, se volete essere filologicamente corretti.

CIPOLLINA
Tipica di Catania è la cipollina: un involucro di pasta sfoglia ripieno contenente quantità invereconde di cipolla, cotta al forno insieme a prosciutto, mozzarella e pomodoro.

BOLOGNESE
Altra specialità della tavola calda è la bolognese. Il nome deriva presumibilmente dal ragù, che è uno dei suoi ripieni più popolari - ma non certo l’unico. Questi ovali di pasta sfoglia, infatti, possono venire riempiti di prosciutto cotto, olive nere e mozzarella, di funghi besciamella e prosciutto, o anche di melanzane. Fritte, ovviamente: non vorrete mica fare i salutisti in Sicilia?

CARTOCCIATA

Una delle specialità più popolari della tavola calda. L’involucro, dalla forma a mezzaluna, è un misto di farina, strutto, acqua e lievito (con una piccola percentuale di zucchero, in quella commistione dolce-salato tanto popolare nella tradizione siciliana). Il ripieno ha tantissime variazioni: tra le più popolari mozzarella, prosciutto e olive, rigorosamente nere.

BOMBA

Quello che la distingue dalle altre specialità della tavola calda è che la bomba, questa pallotta dall’aspetto quasi innocuo, viene fritta e non cotta al forno. Non si chiama bomba mica per niente. All’interno come sempre ci si può sbizzarrire con i ripieni, con una sola, doverosa precisazione: tanto, tantissimo pepe nero.

PATÈ
Un fagottino di pasta sfoglia la cui friabilità vanta molti estimatori. Di grandi dimensioni - proprio perché buona parte si ridurrà in briciole - normalmente viene farcito con prosciutto formaggio e pomodoro. L’origine (misteriosa) del nome non vi tragga in inganno: si può trovare con tanti ripieni, ma non con patè di fegato. Per quello c’è la Francia.

“Arrusti e Mancia”, “Griglia e mangia”. Questo è il vero motto del cibo di strada catanese, che ha il suo epicentro intorno a via del Plebiscito, nei vicoli del centro storico dove fin dalle prime ore della mattina si alza un odore di brace e felicità. Carne arrostita sul momento, mangiata per strada, senza trucco e senza inganno: se cercate l’autentica tradizione culinaria italiana la trovate qui. Preparatevi a sporcarvi le mani.

CIPOLLATA

Pancetta di maiale fresca avvolta intorno a cipollotti e fettine di formaggio morbido (di solito primosale). Da cuocere sulla griglia e mangiare ancora calde. Il primo morso non si scorda mai.

CARNE DI CAVALLO

Eccola qui, la vera protagonista del cibo di strada catanese. Nonostante faccia storcere il naso a molti turisti, per i locali è assolutamente normale mangiarla, in innumerevoli modi: bollita nei pentoloni sul ciglio della strada e condita con un po’ di olio, aceto, sale e limone; insaporita con il salamarigghiu, arrostita sulla brace - velocemente: il modo migliore per gustarla è al sangue - e servita in un panino, oppure, ancora meglio, mangiata con le mani; non manca la variante sotto forma di polpette, magari accompagnate da un’insalata di pomodoro e cipolla.

CRISPELLE
Passiamo al capitolo dolci. 100% catanesi sono le crispelle o crespelle, sorta di frittelle di farina e riso dalla forma cilindrica, profumate con buccia di limone, buccia di arancia e cannella. Da servire cosparse di miele, sai mai che la glicemia si abbassasse un pochino. Inventate dalle monache del Monastero dei Benedettini di Catania, il loro consumo era inizialmente legato alle festività religiose, ma ormai ogni scusa è buona per mangiarle.

 

Segui FineDiningLovers anche su Facebook

 

 

Tags