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7 cose del mondo food che vogliamo dimenticare nel 2017

Di FDL il

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7 cose del mondo food che vogliamo dimenticare nel 2017

Il 2016 verrà ricordato come il primo anno che diventa un meme. Tra precoci dipartite di personaggi celebri, elezioni che non vanno esattamente come sperato e altri disastri assortiti, questa non verrà certo ricordata come una grande annata.

E nel cibo? Sicuramente anche nel mondo gastronomico ci sono state tendenze, tortmentoni e immagini ricorrenti che nel 2017 speriamo di dimenticare. E voi? Cosa vi è venuto a noia nell'anno appena trascorso? Ditecelo sulla nostra pagina Facebook.

A proposito, qualche idea di quello che ci aspetta nel 2017 noi l'abbiamo...

IL DESIGN A OGNI COSTO

Va bene, avete speso un sacco di soldi per l'architetto, siete fieri delle sedie scompagnate, non vedete l'ora di mostrare a tutti le lampade - ignari del fatto che ormai le hanno il 90% dei ristoranti in città. Ma la parola d'ordine del locale che avete appena aperto non dovrebbe essere design. Dovrebbe essere cibo. Un buon menu funziona anche in un brutto locale, il contrario invece no.

L'INVASIONE DEI FOOD TRUCK

Intendiamoci: i food trucks, quando sono di ottima qualità come questi, ci piacciono tantissimo. Ma voi vi ricordate com'erano i vecchi tempi, quando si poteva andare in un evento senza essere invasi da furgoni, furgoncini, bus e mezzi di trasporto vari ed eventuali che vendono street food? No, perché noi invece non riusciamo proprio a ricordarcelo.

IL "FATTO IN CASA"

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Home made, artigianale, fatto in casa: comunque vogliate chiamarlo, non è garanzia di qualità. E quindi potete tranquillamente smettere di sbandierarlo sui menu di fianco a ogni portata. Il pane è fatto in casa, il patè di fegato fatto in casa, la pasta fresca pure - tutti fanno la pasta fresca in casa. Chiariamolo una volta per tutte: non c'è bisogno di fare tutto in casa, se si hanno bravi fornitori.

LE POLEMICHE CON (E SU) GLI CHEF

Nel 2016 gli chef hanno acquisito un ruolo sempre maggiore nel dibattito pubblico su tematiche sociali e ambientali. Come conseguenza, oltre al solito coretto di "Fateli tornare in cucina!", sono diventati bersaglio anche di polemiche e critiche feroci, finendo spesso per essere giudicati per le proprie parole e non per i propri piatti.

IL BRUNCH A OGNI COSTO

Anche in questo caso, non discriminiamo nessuno. Adoriamo i brunch fatti bene, le colonnine di pancakes soffici, i buffet luculliani. Ma non trovate fastidioso anche voi il modo in cui perfino la trattoria sotto casa si è messa a fare il brunch (gnocchi al formaggio e bloody mary, 12.50 incluso caffè della Moka)? Noi auspichiamo un ritorno al pranzo della domenica.

I LOCALI MONOTEMATICI

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Questa è una moda endemica che ha colpito Milano, Roma e altre delle principali città italiane: i locali monotematici. In principio furono le patatine fritte; poi sono seguiti altri ingredienti o piatti, più o meno bislacchi (no dico, c'era davvero bisogno di un posto dedicato alla polenta?), che - incomprensibilmente - riescono sempre a creare lunghe file fuori dall'entrata.

IL "GOURMET" PREZZEMOLINO

Un virus che ha infettato soprattutto le pizzerie, ma da cui non è esente nessuna categoria - avete mica sentito parlare di popcorn gourmet? Non c'è bisogno di gourmettizzare la qualunque, specialmente se questo significa aumento dei prezzi, abbinamenti improbabili e abbassamento della qualità. A proposito, una volta per tutte: gourmet si riferisce alle cose e non alle persone, che invece sono gourmand.

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