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No Show: chi prenota e "buca" va in lista nera

Di FDL il

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No Show: chi prenota e "buca" va in lista nera

Dimmi come prenoti e ti dirò chi sei. Spoiler: se prenoti e non ti presenti sei una brutta persona.

Quello del no show, ovvero di chi prenota un tavolo al ristorante e poi non si presenta, è un problema che accomuna tutte le fasce di ristorazione, basse e alte, a ogni latitudine. E l'Italia non fa eccezione. 

Se ne è parlato durante un convegno, organizzato da Identità Golose, che vi abbiamo raccontato qui. Ristoratori, chef e rappresentanti di categoria da tutto il paese hanno messo sul tavolo il problema, parlando dei suoi risvolti economici - che molto spesso incidono, ovviamente in maniera negativa, sul bilancio del ristorante - e proponendo soluzioni. La più gettonata? Affidarsi alle prenotazioni online.

Va in questa direzione Coperti Coperti, la piattaforma lanciata da MiSiedo, attraverso cui si prenota un tavolo solo lasciando una caparra a totale discrezione del ristoratore. Visti i problemi non solo economici, ma anche logistici, che il no show crea a un ristorante - specialmente per tavoli numerosi, in giorni e orari di particolare frequentazione - richiedere una caparra sembra davvero il minimo.

Diventerà una consuetudine anche per il cliente italiano?

Ma dall'estero arrivano soluzioni anche più fantasiose. Dimmi, uno dei più popolari portali australiani di prenotazione dei ristorante, ha introdotto una lista nera. Un cliente prenota e non si presenta? Voi lo aggiungete alla lista.

L'idea ha avuto un successo straordinario: da 3159 nomi dello scorso anno si è passati a 38.000, e il fenomeno del no show - che attualmente costa all'industria ristorativa circa 75 milioni di dollari australiani all'anno - è diminuito del 25%.

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