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Eat the Problem: il ricettario surrealista dedicato alle specie "invasive"

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Eat the Problem: il ricettario surrealista dedicato alle specie "invasive"
Foto PHOTO RÉMI CHAUVIN / COURTESY MONA MUSEUM OF OLD AND NEW ART, HOBART, TASMANIA, AUSTRALIA

Nella nostra società dove imperversa l'uso dei social media il cibo è una forma d'arte. Inoltre i temi sociali si fanno sempre più sentire, tanto è vero che cibarsi di carne - che proviene da allevamenti intensivi - sembra sempre meno sostenibile per il pianeta. Quindi perché non mettersi a mangiare i "parassiti" indesiderati e trasformarli, nello stesso tempo, in una forma d'arte?

In Eat the Problem, alcuni chef tra cui Tetsuya Wakada e Heston Blumenthal, trasformano le specie invasive in arte, portando il loro originale contributo al tema della sostenibilità in cucina.

Il libro è solo l'ultimo progetto che viene dal - controverso - Mona Museum in Tasmania (Australia) creato dall'artista e curatrice Kirsha Kaechele.

Kaechele lo descrive come "un compendio surrealista a metà tra cibo e arte", che conferma il suo intento di una vita di "trasformare i difetti in caratteristiche". Le 544 pagine  raccolgono ricette di chef famosi, oltre ad alcune "ricette per la vita" sotto forma di poesia, saggi, riflessioni e interviste ad artisti che hanno partecipato alla collezione permanente del Mona Museum.

Sella di coniglio, patate, cavolfiore, rape di Vince Trim. Credit: Rémi Chauvin. Courtesy of Mona Museum of Old and New Art, Hobart, Tasmania, Australia

Nel libro si trova una ricetta per cucinare l'opossum con le verdure al forno, il coniglio con patate e cavolfiore, il rospo con la pelle croccante, o le zampe del cammello. Non manca una parte che descrive una "guerra ai gatti selvatici" a Kangaroo Island e un'intervista con un esperto di controllo dei parassiti.  

Nel libro si scopre anche che rane e conigli sono (e sono state) specie invasive che hanno creato caos in Australia. E che dire dei cammelli? Sono stati introdotti dagli Europei e ce ne sono centinaia di migliaia che vagano liberi nei deserti australiani. Strano, ma vero.

Opossum, verdure saltate, nocciole, riso selvatico di Vince Trim. Credit: Rémi Chauvin. Courtesy Mona Museum of Old and New Art, Hobart, Tasmania, Australia

Tra coloro che hanno dato il contributo a Eat the Problem ci sono Marina Abramović, lo chef Andoni Luis Aduriz del Mugaritz, Germaine Greer, Heston Blumenthal, Mike Parr, Pablo Picasso, Enrique Olvera del Pujol, Laurie Anderson, Tetsuya Wakuda del Tetsuya's, Tim Minchin, Jorge Vallejo del Quintonil, Peter Gilmore del Quay, Yves Klein, George Monbiot, Seth Shostak, Tim Low, Matthew Barney, Timothy Morton, Kevin Kelly, Salvador Dalí e molti altri.

Il libro, pubblicato il 24 marzo, entrerà anch'esso a fa parte della mostra del Mona, che si svolgerà dal 13 aprile al 2 settembre 2019.

Mona, Museum of Old and New Art, è un museo privato in Tasmania, in Australia, inaugurato nel 2011. Qui si può vedere la collezione privata da 110 milioni di dollari dell'eccentrico collezionista David Walsh, noto per aver descritto il suo museo come "una sovversiva Disneyland per adulti".  Il museo ospita anche la cantina Moorilla, il ristorante Source, alcuni bar, caffetteria e una birreria esterna, che funge da location per eventi speciali e feste.

Credit: Jesse Hunniford. Courtesy Mona Museum of Old and New Art, Hobart, Tasmania, Australia.

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