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Imprenditoria al femminile: dal progetto Crossfood alla farina di Chufa

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Imprenditoria al femminile: dal progetto Crossfood alla farina di Chufa
Foto Crossfood

A volte le donne sono in grado di trasformare la necessità in virtù. E' il caso di Giordana Proto, giovane imprenditrice siciliana che ha sofferto a lungo di patologie autoimmuni e che, invece di lasciarsi abbattere, ha deciso di trasformare la sua esperienza in un'impresa, Cross Food.

"Ho sofferto a lungo di problemi di digestione, dolori muscolari, emicranie, cefalee, senza riuscire a risalire alla cause - spiega Giordana Proto -. Così ho deciso di informarmi e di approfondire gli studi legati all'alimentazione per stare vicino a chi, come me, aveva bisogno di riscoprire il piacere del cibo senza rinunciare al gusto e all’alta digeribilità. Sono stata molto affascinata dalle ricerche di Davide Scabin, chef stellato che a lungo ha studiato come aiutare i pazienti in chemioterapia a ritrovare il gusto del cibo. Senza voler arrivare a tanto, ho deciso di creare una linea di prodotti gluten free e a km zero, che fossero adatti a persone con le mie stesse problematiche. Insomma, ho deciso di fare di necessità virtù e di trasformarlo in impresa. Lo sguardo è sempre rivolto alla mia Sicilia e alla possibilità di utilizzare, ove possibile, prodotti locali e del territorio. Puntiamo su materie prime di qualità e i nostri laboratori "senza glutine" sono approvati dal Ministero Della Salute".

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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L'imprenditrice siciliana Giordana Proto

La farina di Chufa: proprietà e idee in cucina

Tra i prodotti più particolari di Cross Food c'è la farina di Chufa, che deriva da un tubero molto apprezzato per le proprietà nutritive che si coltivava fin dall’antico Egitto. Si tratta di un prodotto ricco di fibre, sali minerali, proteine, grassi insaturi e vitamine, adatta anche a chi soffre di celiachia e altre intolleranze alimentari perché non contiene né glutine né lattosio. 

La Chufa cresce nelle zone umide, in particolare nelle regioni a clima temperato, tropicali e subtropicali: tra le maggiori zone di produzione ci sono Valencia e la penisola iberica in generale. In pochi lo sanno, ma il tubero cresce anche  in molte regioni d’Italia, soprattutto in Sicilia, dove è conosciuta come zigolo dolce o anche babbagigi. 

Dal tubero essicato si ricava una farina ricca di fibre che può essere aggiunta ai cereali o al muesli della colazione, allo yogurt o al latte vegetale.

"La farina di chufa può essere aggiunta anche nell'impasto delle torte e nel pane - spiega Giordana Proto -. Io la uso per fare i muffin con la frutta secca e il miele. Il sapore è molto buono e ricorda quello della noce e della nocciola. Mescolata all'acqua, magari con l'aggiunta di un pizzico di cannella o di zenzero in polvere, diventa una bevanda nutriente e rinfrescante per l'estate, ricca di proteina e naturalmente priva di lattosio. La ricetta a Valencia è chiamata Horchata de chufa e viene abbinata ai fartón, un dolce soffice e ricoperto di glassa tipico della città di Alboraya". 

"Il mio vuole essere un messaggio soprattutto alle donne - conclude Giordana Proto -. Quando c'è una difficoltà, noi donne sappiamo farci forza e trarre il meglio anche dalle esperienze negative. A lungo ho sofferto per i miei problemi di salute, ma oggi sono felice di aver creato la mia piccola realtà imprenditoriale che, giorno dopo giorno, mi dà sempre più soddisfazioni".

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