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Babà: 3 interpretazioni creative del grande classico napoletano

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 Babà: 3 interpretazioni creative del grande classico napoletano
Foto La Sfogliacampanella di Vincenzo Ferrieri - Sfogliatelab

Il babà è uno dei dolci più conosciuti e amati della pasticceria napoletana nel mondo. Questa sofficissima pasta lievitata imbevuta in una bagna a base di acqua, zucchero e rum è una coccola dolce in qualsiasi momento della giornata e non serve un'occasione speciale per gustarlo in tutta la sua bontà.

Se, però, volete guardare il grande classico napoletano con occhi nuovi, ecco 3 interpretazioni creative che non potete lasciarvi sfuggire.

1. Il Babà sfogliatella

Si chiama Sfogliacampanella ed è una creazione di Vincenzo Ferrieri, titolare della pasticceria Sfogliatelab di Napoli. Si tratta di un'originale interpretazione del classico napoletano in chiave "due in uno". Si tratta di una sfogliatella riccia a forma di campana ripiena di cioccolato, mousse di ricotta e un babà in versione mignon. Il gioco delle consistenze è assicurato dall'esterno croccante e dalla cremosità dell'interno. La ricetta riprende un'antica tradizione di famiglia è oggi è declinata in 13 versioni: oltra a quella classica, c'è al caffè, al pistacchio, all'arancia, al limone e, d'estate, viene riempita con il gelato artigianale. Per Natale, invece, da provare la Sfogliacampanella al panettone.

2. Il Babà sottovuoto in vasocottura

E' uno dei Maestri della Pasticceria Italiana: Alfonso Pepe, patron della Pasticceria Pepe di Sant'Egidio del Monte Albino in provincia di Salerno, ha fatto dello studio dei grandi lievitati un punto fermo del suo percorso professionale. Oggi, i suoi panettoni e i suoi babà, sono tra i più premiati e apprezzati in tutte le manifestazioni di alta cucina. Ecco perché ha deciso di rendere conservabile a lungo il suo babà: l'impasto viene fatto lievitare per 36 ore e cotto in un vaso di vetro, restando sottovuoto. In questo modo si conserva soffice e profumato per circa sei mesi. Oltre alla versione classica al rum, da provare il babà sottovuoto al limoncello, ai fichi e rum, al mandarino, alla melannurca, all'albicocca, al liquore Strega. Un perfetto regalo di Natale.

3. Il Babà in un cocktail

Un Babà tutto "da bere". Si chiama Babà Punch la creazione Salvatore D’Anna, bar manager dell'Archivio Storico, ristorante e premium bar che si rifa alle tradizioni della Napoli Borbonica e di quella moderna. Il cocktail ispirato al Babà è ottenuto con rum jamaicano, rum speziato, oleo saccarhum, pisto mix, succo di limone, tè, cannella e scorze di arancia. L'idea nasce dalle similitudini tra la preparazione della bagna per il babà e le tecniche di preparazione del punch. “Ho da sempre avuto una grande ammirazione per la pasticceria e per i maestri pasticcieri napoletani – spiega D'Anna - così ho colto così l’occasione al volo e ho cercato di replicare il piacere che si prova nel gustare un babà al rum in questo punch perfetto per le serate fresche che ci aspettano". 

Vi abbiamo incuriosito?

Scoprite la ricetta originale del babà napoletano qui.

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