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Le Carote di Polignano, coloratissimi ortaggi della Puglia

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Le Carote di Polignano, coloratissimi ortaggi della Puglia
Foto © Wikimedia - Angelo Signore

Possono essere arancioni ma anche gialle e persino viola.

Se siete degli esteti del cibo non potrete che cedere al "fascino cromatico" delle Carote di Polignano. Questi coloratissimi ortaggi, tutelati dal loro Presidio Slow Food, sono originari dell'omonima cittadina pugliese e sono molto apprezzati non soltato per l'estetica ma anche per il loro sapore (la salinità di queste carote è piuttosto elevata).

Scopriamo qualcosa in più sulle Carote di Polignano.

Carote di Polignano | Cosa sono

Si tratta di carote il cui colore può variare, dall'arancione al giallo acceso, da un giallo più tenue ad un viola scuro.

Ancora oggi la sua coltivazione avviene per mano dei contadini, che selezionano i semi delle piante più floride (per poi piantarli tra la metà di agosto e la metà di settembre). I coltivatori non badano al colore della carota, che quindi non risulta necessariametne arancione come quelle stabilizzate delle industrie produttrici di semi.

Queste carote, che vengono raccolte quando raggiungono una lunghezza che va dai 15 ai 22 centimetri, contengono una quantità di glucosio, fruttosio e saccarosio mediamente inferiore di circa il 22% rispetto alla carota comune; al contrario la loro salinità è maggiore anche grazie all'irrigazione che si effettua attingendo da acque salmastre.

Dove vengono prodotte le Carote di Polignano

La produzione di queste speciali carote avviene nel comune di Polignano a Mare, in provincia di Bari, sopratutto nei terreni presenti nella frazione di San Vito.

Non a caso sono conosciute anche come Carote di San Vito e Carote giallo-viola di Polignano.

Carote di Polignano | La coltivazione

Le Carote di Polignano vengono prodotte su un totale di circa dieci etteri di terreno sabbioso.

L'acqua salmastra che viene impiegata per irrigare i campi veniva prima pompata da un pozzo in pietra dell'Ottocento, comunicante con le prime infintrazioni marine (da qui la questione salinità dell'ortaggio), ed oggi è estratta utilizzando motori elettrici. 

La raccolta, che parte dalla fine di novembre, di fa tutta a mano, con l'ausilio di un forcone per smuovere la terra attorno alla pianta. Una volta estratta la pianta, il fusto viene separato dalle foglie e messo in cassette colme d'acqua salmastra. Da qui inizia il processo di pulitura.

Le carote di Polignano oggi

Foto: J.Bower / Flickr.com

Oggi il Presidio Slow Food vuole valorizzare questo prodotto. I tre produttori di carote di Polignano si sono riuniti nell'associazione La bastinaca di San Vito ("bastinaca" o "pastinaca" è il nome dialettale di queste carote) che ha come scopo quello di far conoscere questa carota e incentivare altri contadini a proseguire la coltivazione, per non perdere una delle tradizioni agricole più antiche e interessanti del territorio.

Carote di Polignano VS Carote di Tiggiano

In provincia di Lecce esiste la Carota giallo–viola di Tiggiano, conosciuta anche con il nome di pastanaca ti santu pati (in onore a Sant'Ippazio, il patrono del paese di Tiggiano). A differenza della carota di Polignano, la sua colorazione bianco-giallastro è sempre screziata, più o meno intensamente, di violetto.

A proposito di ortaggi colorati: scoprite qui l'asparago violetto d'Albenga

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