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I dolci tipici di Santa Lucia: dai panini svedesi alla cuccia siciliana

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I dolci tipici di Santa Lucia: dai panini svedesi alla cuccia siciliana
Foto Pxhere

Il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia, protettrice della vista, una Santa molto amata a livello nazionale. A Brescia, Bergamo e Verona, la leggenda racconta che la Santa passi di notte con il suo asinello e, ai bambini buoni, lascerà doni, a quelli cattivi getterà della cenere negli occhi. I piccoli, la sera prima, dicono una preghiera e lasciano sul tavolo dei biscotti e dei dolci per la Santa, e acqua e fieno per l'asinello. 

Grande festa anche a Siracusa, città che ha dato i natali alla Santa, la cui statua viene portata in processione dalla sfarzosa cattedrale fino al mare, per poi essere riposta nella Cattedrale di Santa Lucia per una settimana, dove i fedeli potranno adorarla. 

Anche la Svezia ha le sue cerimonie: qui la figlia maggiore, vestita di bianco, porta la colazione ai genitori con in testa una corona di candele intrecciate a foglie verdi. 

I dolci tipici di Santa Lucia

I Lussekatter

Fonte: Pixabay

Ma veniamo ai dolci tipici della Festa di Santa Lucia. In Svezia si mangiano i Lussekatter, panini soffici allo zafferano con uvetta. Si preparano mischiando il latte tiepido al lievito e aggiungendo farina setacciata, zucchero, uovo, zafferano e un pizzico di sale. Si lavora fino ad ottenere un impasto liscio e si lascia lievitare per 2 ore e mezza. Si divide poi l'impasto in salsicciotti di 30 cm e si arrotolano in direzioni opposte e, al centro delle due spirali, si posiziona l'uvetta (verrà una specie di "8" con"chicchi di uvetta a ricordare gli occhi della Santa). I panini si fanno lievitare un'altra mezz'ora, si spennellano con l'uovo e si infornano per circa 25 minuti a 200 gradi. 

La cuccia siciliana

La cuccia siciliana di That's Sicilia su Flickr

Il giorno di Santa Lucia in Sicilia si prepara la cuccia (che viene dalla parola "chicco") dolce a base, appunto, di chicchi di grano interi. La leggenda racconta che nel 1646 una grave carestia colpì Palermo (altre versioni dicono Siracusa). Il popolo pregò la Santa e, all'improvvisò, al porto arrivò una nave carica di grano: affamati, i cittadini bollirono i chicchi di grano e li mangiarono con sale e olio. Il 13 dicembre, in onore alla Santa, si prepara la cuccia dolce, dove il grano può essere aromatizzato con vin cotto, gocce di cioccolato e crema di ricotta o con il miele e la cannella.

Gli occhi di Santa lucia: i taralli dolci pugliesi

Gli occhi di Santa Lucia sono dei taralli pugliesi preparati con farina, olio d’oliva e vino bianco e poi ricoperti con una glassa bianca a base di acqua e zucchero. Si sfornano prima del tempo, rispetto ai classici taralli salati, in modo che restino morbidi. C'è chi prepara i taralli aggiungendo un tocco di anice o vaniglia e chi preferisce preparare la glassa con zucchero e albumi. Si mangiano il 13 dicembre e per tutto il mese di dicembre.

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