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INfusion 3, la "vera" cena a 4 mani: Lorenzo Cogo cucina con Mikael Svensson

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INfusion 3, la "vera" cena a 4 mani: Lorenzo Cogo cucina con Mikael Svensson
Foto Luca Zizioli per El Coq - Vicenza

Una "vera" cena a quattro mani, in cui ciascuno dei due cuochi entra in piena empatia con l'altro per creare un menu originale, che non abbia precedenti e che non sia ripetibile, frutto di un reale momento di "infusione" reciproca. E' arrivato alla sua terza tappa INfusion, il format creativo-culinario ideato dallo chef Lorenzo Cogo, che ha appena confermato - dopo 7 anni - la stella Michelin al suo El Coq di Vicenza.

L'ospite di questa terza cena è stato Mikael Svensson, chef svedese trapiantato in Norvegia, alfiere della cucina nordica con il suo ristorante Kontrast di Oslo.

Baccalà Morro, Jalapeno,mela e chips di porro - credit: Luca Zizioli

E, un motivo per festeggiare l'amicizia tra i due chef, è stato anche il lancio "pubblico" del documentario girato da Wannaboo "A fish out of water", che ha visto Cogo volare verso la Norvegia proprio da Svensson per scoprire i segreti della storia del baccalà. La presentazione, avvenuta in anteprima al Festiva del Cinema di Venezia, è stata accolta da lunghi applausi anche al Teatro di Vicenza, dove più di 900 persone tra amici, chef, istituzioni e stampa sono accorsi per ammirare l'inedito viaggio culturale e culinario dello chef Cogo.

Lorezo Cogo e Mikael Svensson: credit Luca Zizioli per El Coq - INfusion

Ma veniamo alla cena. Il primo motivo di stupore è stato il restyling completo di El Coq, che si è trasformato in un luogo incredibile e onirico, pensato dall'artista Marco Cibic per diventare il "teatro" della cucina di Cogo.

I toni dell'azzurro imperano e, sulla superficie - mista tra terra e cielo - prendono vita esseri magici con colli lunghi e grandi pupille, piante sconosciute e soli al tramonto.

Chi va vissuto le due precedenti edizioni di INfusion, con Yasuhiro Fujio e con Maksut Askar sanno quanto sia divertente partecipare a queste cene: l'atmosfera è gioiosa perché il punto di partenza è la reale amicizia e il piacere con cui gli chef si esprimono attraverso i piatti e, questa intesa veritiera e festosa, si comunica a tutti gli ospiti.

"INfusion è esattamente come dovrebbe essere una vera cena a quattro mani - spiega lo chef Lorenzo Cogo -. Michael è arrivato a Vicenza, abbiamo fatto il giro della città e delle sue bellezze, abbiamo preso un calice di vino e abbiamo iniziato a pensare e a disegnare i piatti. Poi ci siamo recati insieme al mercato e abbiamo scelto gli ingredienti. Arrivati in cucina, abbiamo lavorato per 2 giorni interi per creare un menu che potesse diventare la fusione delle nostre personalità, delle nostre passioni, dei nostri territori e delle nostre filosofie di cucina. La cosa più bella? Nemmeno noi sappiamo, quando iniziamo a lavorare insieme, dove ci porterà questo viaggio e questa collaborazione".

Linguine al nero - Credit: Luca Zizioli

E, infatti, i piatti sono così unici che stupiscono prima gli chef stessi e poi gli ospiti. Partecipando a INfusion si ha sempre l'impressione di essere catapultati nel pieno di una rappresentazione teatrale, di un evento "one shot" che non si ripeterà più nella medesima modalità. Ecco perché i ricordi restano vividi nella memoria per giorni.

Una bellissima immagine tratta dal docu-film "A fish out of water" prodotto da Wannaboo

Il menu di INfusion3: unico e originale

A livello culinario, questo INfusion 3 ha visto la mediazione tra l'amore per l'amaro di Cogo e le aciditò spinte di Svensson. Tra i piatti indimenticabili le puntarelle con bergamotto e anguria sottaceto, il baccalà Morro - tra i più pregiati e protagositi della serata - con mela e jalapenos, i cappelletti alla barbabietola con anguilla affumicata e foie gras, le linguine (studiate da Cogo con Barilla) al nero con seppioline, la faraona con tartufo e noci. Per il dessert si gioca con le verdure: Sedano, polvere di olive nere, meringa e gelato alla zucca preparato con Carpigiani.

A fine serata, un altro dolce "a sorpresa", che arriva come il "bis" inaspettato ma gradito, dopo un concerto. Una Tarte tatin, burrosa e dolce, impreziosita con una pallina di gelato alla zucca aromatizzata alla noce moscata.

La cena si è conclusa tra abbracci, chiacchiere e scherzi, con l'augurio che ci possa essere presto la possibilità di vivere ancora serate così piacevoli.

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