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Miele di Topoa, la bontà dolce che viene dal Burkina Faso

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Miele di Topoa, la bontà dolce che viene dal Burkina Faso
Foto Pixabay

Un miele speciale che proviene della regione di Tapoa in Burkina Faso. Viene prodotto dalla popolazione indigena Gourmantché e viene utilizzato in tutte le feste che scandiscono la vita degli abitanti, fa parte dei riti religiosi e animisti ed è ampiamente utilizzato nella medicina tradizionale.

Questo ottimo miele rischia di scomparire dal mercato anche a causa dei rischi legati alla presenza del terrorismo fondamentalista, che si sta impadronendo della parte orientale del Burkina Faso, mettendo in grave difficoltà gli scambi con la regione.

Courtesy off Press Office Slow Food

Gli usi in cucina del miele di Topoa

In cucina viene impiegato nelle preparazioni classiche come la boulli, una miscela a base di cereali, e nell’eau blanche la tipica bevanda di benvenuto, analcolica, che viene offerta all’arrivo degli ospiti, oppure nel dolo-miel, una bevanda fermentata a base di miglio, farina di baobab e miele.

La zona di produzione del miele di Topoa - courtesy of Press Office Slow Food

La presenza dell’apis mellifera adansonii in una zona arida di savane, consente di ottenere un prodotto davvero speciale, cioè un millefiori profumatissimo con all'interno un’ampia varietà di essenze e mieli movarietali, tra cui il miele di karitè, di tamarindo e quello ottenuto dai fiori della rara pianta daniellia oliveri.

Il prodotto numero 5000 sull'Arca del Gusto

Curiosità: il miele di Topoa è il prodotto numero 5000 dell'Arca del Gusto di Slow Food, progetto grazie al quale l'Associazione della "chiocciola" tutela e fa conoscere varietà vegetali e razze animali locali, ma anche pani, formaggi, dolci e conserve artigianali che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta.

La produzione del miele di Topoa in Burkina Faso - Courtesy of Press Office Slow Food

I prodotti che "salgono" sull’Arca sono il simbolo della biodiversità che Slow Food protegge ogni giorno attraverso la propria rete di soci e attivisti, di contadini, pescatori e raccoglitori di prodotti spontanei delle comunità di Terra Madre, di esperti e ricercatori che prestano le proprie competenze per difenderli dagli elementi che ne minacciano la sopravvivenza. 

Il rischio di estinzione è dovuto a molteplici cause che vanno dall’affermarsi di un modello agricolo e produttivo industrializzato e standardizzato, ai cambiamenti climatici, dall'urbanizzazione alle migrazioni, fino a norme igienico sanitarie a volte troppo rigide. 

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