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Le ortiche dalla A alla Z

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Le ortiche dalla A alla Z

Anna Karenina. Nel capolavoro di Lev Tolstoj, la minestra di ortiche figura fra le pietanze consumate da Konstantin Lëvin e Stepan Oblonsky.

Bronzo (Età del Bronzo). Un recente scavo archeologico, ha dimostrato che le ortiche figuravano da tempo nella dieta dell'età del bronzo: è stata infatti ritrovata una ciotola il cui contenuto, dopo le dovute analisi, è risultato essere una zuppa di ortiche.

Cornish Yarg. Formaggio semiduro di latte vaccino, squisitamente artigianale e tipico della contea di Cornwall (Inghilterra). Prima della stagionatura, le forme vengono avvolte con le ortiche: la consistenza è morbida e cremosa in prossimità delle foglie, divenendo via via più asciutta verso il centro.

Disney. In "Pomi d'ottone e manici di scopa" (1971), Miss Eglantine Price (Angela Lansbury) elenca i cibi che è solita mangiare: fra questi, figurano le ortiche stufate.

Emilia In "Teorema" (1968). Del regista italiano Pier Paolo Pasolini, Emilia è la serva (interpretata da Laura Betti, premio come miglior attrice al Festival di Venezia) che, allorché fa ritorno nel suo villaggio natio, compie imprese miracolose e mangia solo... ortiche!

Foraging. Le ortiche vanno raccolte lontane da insediamenti e strade trafficate. Poiché le foglie pungono, per raccoglierle e poi trattarle, occorre munirsi di guanti e forbici (vanno tagliate e mai strappate). Una volta cotte, perdono completamente il potere urticante. Il sapore, delicato e particolare, è oggi sempre più ricercato per ripieni, risotti, frittate, frittelle, salse, minestre vellutate, zuppe, torte salate, paste fresche e perfino dolci.

Gouda. Le ortiche compaiono in molte varietà di formaggio gouda prodotte non solo nei Paesi Bassi ma anche in Gran Bretagna, Stati Uniti d'America e Canada.

Hans Christian Andersen. Nella fiaba “I cigni selvaggi”, la principessa deve indossare una giacca di ortiche per spezzare l’incantesimo che ha colpito i suoi fratelli. Il che ci porta a uno dei tanti usi dell'ortica: ha infatti una lunga storia nel campo tessile per la produzione di fibre (vestiti, teli, carta, sacchi e cordami).

Isches. In questo piccolo villaggio francese che conta meno di 200 abitanti, nel dipartimento dei Vosgi (Lorena), si produce un formaggio con ortiche e aglio.

James. In "Cinquanta sfumature di grigio" di E.L.James, a pag. 153, si cita una vellutata di ortiche scandinava con bisque di pesce (quale non è dato sapere: verosimilmente, nasello o merluzzo). E la ricetta, qualora vi cogliesse vaghezza di replicarla, la trovate qui.

Kumaon. In questa regione settentrionale dell'India, ma anche in Nepal, l'ortica è nota come "shishnu" e si cucina con le spezie tipiche del subcontinente indiano.

Lyburn Garlic and Nettle. Formaggio inglese semi stagionato di latte vaccino del Landford (Wiltshire). Morbido, vellutato e giallo paglierino, nell'impasto le ortiche si sposano ad aglio, prezzemolo, paprika, zenzero, sedano, rafano ed erba cipollina.

Mythology (and folklore). I danesi credono che laddove cresce l’ortica siano sepolti gli elfi. Si narra che Milarepa, santo e asceta tibetano dai capelli e pelle verdi, fosse riuscito a sopravvivere a decenni di meditazione solitaria nutrendosi di sole ortiche. Nella mitologia scandinava Thor, dio del tuono, è spesso rappresentato dalle ortiche: ragion per cui, queste vengono bruciate nel camino per proteggersi dai suoi fulmini durante i temporali. Nella stessa mitologia, Loki, il dio truffatore, tesse reti da pesca con le ortiche.

Nutritional facts. L’ortica è povera di calorie (100 grammi ne contengono appena 42) ma al contempo ricca flavonoidi e acidi fenolici, polisaccaridi, tannini, sali minerali (calcio, ferro, potassio e magnesio) e vitamine (A, C, D e K). Secondo gli erboristi, i benefici dell'ortica aumentano se consumata sotto forma di tisana (foglie e radici secche): avrebbe azioni antinfiammatorie, digestive, antinvecchiamento e cicatrizzanti.

Oil. Si estrae per lo più dalle foglie essiccate e il suo uso è puramente medicinale o destinato a preparati estetici.

Pizza Chad Robertson del "Tartine Bakery" di San Francisco, nel suo ricettario "Tartine Bread" (Chronicle Books) fa un uso particolare delle ortiche: le suggerisce infatti nella farcia di un'originalissima pizza.

Quiche Lorraine. Sono molte le ricette francesi che prevedono l'uso delle ortiche (una ricca selezione la trovate qui). Oltre alla diffusissima "soup d'ortie"s, classico sempreverde (!) della cucina popolare, c'è chi le include nel mélange che dà vita alla celebre quiche.

Recipe (England's most ancient). Secondo gli studiosi britannici, il più antico piatto delle isole di Sua Maestà sarebbe il pudding di ortiche. Pare che la ricetta risalga a 6mila anni fa e che sia un mix di ortiche, tarassaco e acetosa più farina d'orzo, acqua e sale.

Solženicyn (Aleksandr Isaevič). "Il periodo più grasso per il detenuto è giugno; le verdure finiscono e vengono sostituite con le granaglie. Il più magro, luglio: nei calderoni si cuoce l’ortica". Così si legge in un passaggio di "Una giornata di Ivan Denisovič", allorché si cita il "menu" dei campi di lavoro siberiani.

Tortelli. Nella regone italiana della Emilia Romagna, soprattutto nella città di Reggio Emilia, una versione primaverile dei tortelli prevede l'uso delle ortiche al posto delle erbette: la maggior parte dei ricettari consiglia l'uso delle foglioline apicali primaverili - e comunque sempre prima della fioritura - perché più tenere e delicate.

Urtica dioica. È il nome scientifico dell'ortica, dove "urtica" deriva dal latino "urere" che significa "bruciare", a indicare l'effetto delle sostanze irritanti contenute nella peluria delle foglie.

Vernacular. In lingua tedesca, "sich in die Nesseln setzen" ovvero "sedersi sulle ortiche" significa "mettersi nei guai". In ungherese, "csalánba nem üt un mennykö" (cioè "senza fulmine colpisce l’ortica") significa "alle persone cattive non capitano mai cose cattive". La stessa frase idiomatica esiste in serbo ("неће гром у коприве"). In olandese, "netelige situatie" (letteralmente "situazione dell’ortica") significa trovarsi in una situazione difficile.

Wild & Vegan. I cultori del foraging e i seguaci della cucina vegan, si ritroveranno felicemente d'accordo in questa versione veg dell'haggis scozzese, che mescola purè di ortiche (lessate, poi condite con olio, sale e pepe e infine sminuzzate) con porro, cavolo, alga dulse fritta e porridge (farina di avena cotta o, in alternativa, riso, orzo o finanche miglio). Una volta pronto, il mélange così ottenuto si mette in un sacchetto di mussola e si fa bollire per un’ora circa a fiamma dolce. Il tocco finale? Salsa di cren o acetosella.

Xtra Hot Macer Floridus (pseudonimo di Odo de Meung). Nel suo "De viribus herbarum carmen" (scritto con ogni probabilità fra il 1070 e il 1112 e poi stampato a partire dal 1477) raccomandava l'ortica come afrodisiaco. Si vocifera, in particolare, che aumenti la virilità maschile.

Yogurt. Le ortiche stanno bene con lo yogurt. Maria de la Paz, ad esempio, l'eclettica chef colombiana che nel 2001 fu tirocinante di pasticceria nelle cucine di Gianfranco Vissani e divenne poi, nel 2016, Executive Chef del "Grand Hotel Palace" di Roma, è l'ideatrice di un dessert dall'insolito twist: al cremoso latticino sposa infatti le foglie d'ortica, mandorle e miele.

Zodiac. L’ortica è l'erba del segno zodiacale dell'Ariete e nel linguaggio dei fiori significa crudeltà, forse per via della sua peluria pungente.

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