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Tutto il sapore della Liguria in 10 prodotti tipici

Di FDL il

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Tutto il sapore della Liguria in 10 prodotti tipici
Foto Globe Holidays

Ah, la Liguria. Questa piccola striscia di terra e sole davanti al mar Tirreno, patria di cantanti, poeti e navigatori, dove mangiare bene è facile quando svegliarsi davanti al mare. Un'abbondanza di piatti e specialità tradizionali che può quasi disorientare, in cui è stato difficile selezionare 10 prodotti tipici liguri: solo un piccolo, minuscolo assaggio di quello che la regione può offrire, ma comunque un buon punto di partenza per scoprire la gastronomia ligure.

ACQUA DI FIORI D'ARANCIO AMARO

Immagine: Fondazione Slow Food

A Vallebona, quasi sul confine francese, quella di fiori di arancio è una coltivazione tradizionale. Abbandonata negli anni Cinquanta, è ripresa da pochi anni: i fiori vengono distillati in modo più moderno - e più efficace - per ottenere un'acqua usata per aromatizzare e bagnare dolci tipici.

PESTO

Il pesto alla genovese autentico è fatto con olio extravergine d'oliva, basilico, Parmigiano Reggiano, pecorino, aglio e sale grosso marino. Una vera gloria nazionale, che trova nelle trofie e nelle trenette le compagne perfette. Molte, purtroppo, le contraffazioni: quando lo acquistate controllate sempre gli ingredienti.

AGLIO DI VESSALICO

Immagine: Fondazione Slow Food

Non tutti gli agli sono uguali. Quello di Vessalica è un Presidio Slow Food con una storia molto antica: i segreti di coltivazione (ora completamente biologica) e confezionamento vengono tramandati da moltissime generazioni, e ne garantiscono il sapore intenso e piccantino. Bonus: si conserva molto a lungo.

PRESCINSEUA

Tutti conosciamo la Focaccia di Recco Igp. Ma in quanti sappiamo pronunciare il nome del formaggio che, prima e più di ogni altro, ne costituisce l'ingrediente fondamentale? Consistenza a metà tra yogurt e ricotta e sapore acidulo, la prescinseua usata per la focaccia fa davvero la differenza. Non c'è stracchino che tenga.

CHINOTTO DI SAVONA

Immagine: Fondazione Slow Food

Questo piccolo agrume, molto meno conosciuto rispetto a limoni e arance, ha un profumo inconfondibile e un fiore di rara bellezza (le piante di chinotto vengono usate anche a scopo ornamentale). Tradizionalmente si consuma candito e messo in vasetti, oppure immerso nel Maraschino. E, ovviamente, può diventare base di bibite e liquori.

FARINATA

Immagine: globeholidays.net

La leggenda vuole la fa nascere nel 1284. Alcune galee genovesi (reduci dalla battaglia della Meloria) si trovarono in una tempesta: diversi barili d'olio e sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi così di acqua di mare. Pur a corto di provviste, alcuni marinai si rifiutarono di mangiare la poltiglia e la lasciarono, scoprendo così che asciugata diventava una sorta di frittella. E, soprattutto, diventava buonissima.

CASTAGNA ESSICCATA NEI TECCI DI CALIZZANO E MURIALDO

Immagine: Fondazione Slow Food

I cecci sono piccole costruzioni in pietra, dentro le quali le castagne vengono affumicate grazie a graticci in legno. Gli strati si accumulano durante tutta la raccolta delle castagne, e le castagne essiccate ottenute alla fine sono un ottimo ingrediente per i dolci: biscotti, gelati, confetture.

FRIZZE DELLA VAL BORMIDA

Immagine: agriliguria.net

Queste polpettine rossastre sono un salume da veri intenditori - e sperimentatori. Sono costituite da un trito di fegato di maiale e salsiccia aromatizzato con bacche di ginepro, che si mangia cotto sulla piastra o fritto. Vendute prevalentemente a livello locale, hanno una conservabilità molto breve, 

ASPARAGO VIOLETTO DI ALBENGA

Immagine: Fondazione Slow Food

Bello, buono e inimitabile: il suo patrimonio genetico gli impedisce di incrociarsi con altre varietà, e lo fa crescere bene solo nella pianura di Albenga. La scarsa produttività e il lungo ciclo stagionale hanno fatto sì che la coltivazione venisse progressivamente abbandonata, ma sta rinascendo anche grazie a Slow Food. Da mangiare il più possibile "in purezza".

SCIROPPO DI ROSE

Immagine: manimpasta.blogspot.com

Una specialità di Genova e provincia che riesce a unire aroma, gusto e bellezza in un solo sciroppo. Dopo la raccolta (maggio-giugno) i petali di rosa vengono messi in infusione con limone e acqua, macerati e zuccherati, portati a ebollizione e imbottigliati. Allungato con acqua fredda è un ottimo dissetante.

 

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