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L'effetto "vulcanico" dei vini italiani

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L'effetto "vulcanico" dei vini italiani

C’è un fil rouge che in Italia unisce i Colli Euganei in Veneto al Lago di Bolsena nel Lazio, i Campi Flegrei vicino a Napoli all’isola siciliana di Pantelleria. È la presenza di un cratere, attivo o spento: il cosiddetto “effetto vulcano” rende molti suoli della Penisola particolarmente fertili, ricchi e capaci di esprimere vini eccellenti e di personalità - diversi da quelli che potrebbero formarsi su terreni calcarei o di natura alluvionale - e caratterizzati dalla spiccata aromaticità, da una consistente mineralità e acidità e da capacità non comuni di invecchiamento.

In tutta Italia sono oltre 17mila gli ettari su cui insistono denominazioni di origine vulcanica: un patrimonio di biodiversità che si estende da Nord a Sud, dal Veneto alla Sicilia.

Veneto

Nella provincia di Verona si sviluppa la fitta trama di colline vitate della Doc Soave, prodotta con almeno il 70% di uva Garganega. Tra le versioni più convincenti di questo nobile vino bianco italiano c’è il Campo Vulcano: naso fresco e pungente, palato sapido e nome simbolico per una delle bottiglie di punta dell’azienda I Campi di Flavio Prà.

Basta spostarsi qualche chilometro più a Est ed ecco il Parco Nazionale dei Colli Euganei, famosi per i suoi centri termali e per i colli a forma di “coni”, fenomeni vulcanici particolarissimi il cui lascito geologico si riflette con vigore ed eleganza nei vini di Ca’ Lustra – Zanovello tanto su rossi come il Natìo quanto sul Fior d’Arancio Passito.

I Campi di Flavio Prà
Via delle Pezzole, Loc. Allodola
Cellore d'Illasi, Verona
www.icampi.it

Ca' Lustra - Zanvello
Via S.Pietro 50, Frazione Faedo
Cinto Euganeo, Padova
Ca' Lustra

Toscana

Nell’entroterra toscano si fa invece tappa a Pitigliano, in provincia di Grosseto. La “città del tufo” è uno dei borghi più belli d’Italia e anche qui è il terroir a fare la differenza: il suolo è particolarmente ricco di minerali e poggia su una roccia tufacea, condizioni perfette per vini vulcanici sapidi e con caratteristiche note di pietra focaia. Come il Serment e il Brillèro, i due Toscana Bianco IGP prodotti (in pochissime bottiglie) da Poggio Concezione, piccola cantina che lavora con metodi biologici.

Poggio Concezione
S.R. 74 Maremmana Ovest, km. 44,045
Località La Fiora-Corano, Pitigliano, Grosseto
www.poggioconcezione.it

Campania

Il nostro viaggio prosegue in Campania. Già in tempi antichi i monaci di un convento alle pendici del Vesuvio producevano il Lacryma Christi, divenuto una Doc nel 1983. Ma tra le espressioni più singolari di vulcanesimo c’è quella dell’Isola d’Ischia, proprio di fronte a Napoli, dove i terrazzamenti vitati a picco sul mare, tra le falde, assumono un aspetto fiabesco. Il vino da provare, per l’intensa marca iodata e le fresche note agrumate, è l’Ischia Biancolella Tenuta Frassitelli di Casa D’Ambra.

Casa D'Ambra
Via Mario d'Ambra 16
Forio d'Ischia, Napoli
www.poggioconcezione.it

Sicilia: Etna e Pantelleria

In Sicilia orientale si trova l’altro cratere più famoso d’Italia, l’Etna, la montagna soprannominata “Idda” in dialetto locale dove la viticoltura di qualità è cresciuta in modo esponenziale nell’ultimo decennio. I vini si chiamano, ad esempio, Profumo di Vulcano, come quello firmato da Federico Graziani - ex sommelier de Il Luogo di Aimo e Nadia - in una piccola vigna a Feudo di Mezzo, contrada dove nasce pure Eruzione 1614, prodotto dalla celebre azienda Planeta, che nel 2008 ha voluto investire anche sulle terre nere.

Il nome sull’etichetta – sia in versione bianca da carricante che rossa da nerello mascalese - evoca l’eruzione più lunga di tutti i tempi, durata ben dieci anni. Un ideale tour deve comprendere anche Benanti, Girolamo Russo e Cottanera, azienda creata negli anni Novanta che oggi può contare su 65 ettari vitati dedicati principalmente alle varietà autoctone e storiche. L’Etna Rosso Riserva Zottorinoto è speziato, profondo ed energico come il suolo da cui nasce, tra i 780 e gli 820 metri sul livello del mare, alle pendici settentrionali del vulcano, da viti di Nerello Mascalese di 60 anni di età coltivate su terreni lavici dove le sabbie etnee impolverano i filari.

Cottanera
S.P. 89, Contrada Iannazzo
Castiglione di Sicilia, Catania
www.cottanera.it

Traguardo finale a Pantelleria, isola vulcanica dalla natura ancestrale a soli 70 a nord est della Tunisia. I suoli sono sabbiosi, di origine lavica, e le vigne – allevate manualmente ad alberello pantesco basso all’interno di conche – possono raggiungere i 100 anni di età. Questa coltivazione tradizionale ed eroica è un patrimonio che ha meritato l’iscrizione nella lista dei beni immateriali dell’Unesco. Il Ben Ryé di Donnafugata, straordinario Passito di Pantelleria prodotto con uve Zibibbo, racchiude tutti i profumi – albicocca, fichi secchi ed erbe aromatiche – che il vento porta con sé quando soffia forte tra i grappoli.

 

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