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Doppio a Trastevere: non è la solita trattoria (gourmet)

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Doppio a Trastevere: non è la solita trattoria (gourmet)

Tra i vicoli di Trastevere si consuma la cucina romana da sempre. Lo scenario delle vecchie insegne sposa immagini di tempi lontani, quando si scendeva in osteria con la cena per ordinare un fiasco di vino e stare in compagnia.

Non fa eccezione il nuovo ristorante Doppio a Trastevere, che si avvale della consulenza di chef Giuseppe Di Iorio (Aroma, una stella Michelin vista Colosseo). Insegna nuova, anima antica del buon mangiare.

Mimetizzato tra i palazzi, con volte a botte in muratura viva e un pianoforte vecchio stile, Doppio offre trenta coperti per ristorare i passanti che non si accontentano della solita trattoria: materia prima di qualità, cantina ben fornita e l’esperienza dello chef per un menù al sapore di stagionalità. C’è un’attenzione ai prodotti del territorio, che passa dall’economia del Rione con la criniera e del suo mercato, e c’è un occhio strizzato al vino naturale, oltre che una brigata giovane e precisa guidata da Maurizio Bianchi, già in forze alle Calandre.

I sentori della filosofia di Di Iorio resistono nel piatto, più o meno azzeccati. La cosa certa è che ci troviamo di fronte a un vero ristorante, fatto raro in questi tempi di laboratori e locali improvvisati.

Si parte dagli antipasti, dove spicca il Polpo Arrostito con variazione di peperoni e chips di olive nere (13 euro): semplicità, gusto, consistenze, una cottura impeccabile e un’armonia che persiste fino al boccone successivo. Praticamente un concerto privato in bocca dove il polpo è il cantante principale.

I primi si giocano la carta della stagionalità senza guardare alla tradizione, ma non rinunciando al territorio, dal Fusilloro Verrigni al ragù di agnello e pomodorino giallo del Vesuvio (15 euro) ai Fagottini bianchi e neri all’astice con crema di topinambur, erbe e topinambur disidratato. Semplici e poco azzardati, ma sicuramente da mangiare con denti e occhi.

Se non volete rinunciare alla tradizione romana - con tutte le riserve del caso, e ci voleva proprio - la scelta ricade sul menù degustazione a 75 euro) che non si scosta dall’idea base di stagionalità, vini compresi.

Se vi siete ritrovati a passeggiare tra le piccole vie trasteverine e le alternative che avete in mente sono una pizza al taglio gommosa o una cacio e pepe versione turistica, sappiate che c’è una terza via, doppia. Semplice ma pretenziosa, come Giano Bifronte.

Cosa Doppio a Trastevere

Dove Via Natale del Grande 42, Roma

Info +39 06.87646248

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