Blog

Indirizzi da non perdere

Il Liberty a Milano. Perché vale la pena ritornare da Andrea Provenzani

Di il

Share
Il Liberty a Milano. Perché vale la pena ritornare da Andrea Provenzani
Foto Carlo Casella

Ti aspetti che alcuni ristoranti milanesi rimangano sempre uguali a se stessi, immuni ai cambiamenti, strutturali e di menu. 
E invece questi ristoranti ti stupiscono; cambiano pelle - più o meno all’improvviso - e introducono nuovi elementi in cucina. Si chiama evoluzione, ecco è questa la parola giusta. 

E Il Liberty di Andrea Provenzani ha deciso di fare il passo e accettare l'evoluzione, in primis restrutturando il locale e poi giocando in cucina, con piatti a metà fra sapori vecchi e nuovi, fra le tradizioni e i sapori speziati che Milano ha imparato a interiorizzare in questi anni di contaminazioni culturali: avocado, zenzero, curcuma fresca e molto altro.

Entrare nel nuovo Liberty significa varcare la soglia di un locale moderno, ma che ha saputo fare tesoro dei lasciti stilistici del passato: elementi anni 60/70 si mescolano abilmente agli accenni di art-deco. Il mattone antico viene fuori ripulito e si alterna a campiture piatte che donano più intimità. Insomma si sta bene, e i tavoli sono meno di prima, per regalare più atmosfera a chi prenota un tavolo per due. 

E i clienti affezionati che da 14 anni frequentano il ristorante cosa ne pensano dell'evoluzione?
“Hanno già assorbito il cambiamento, alcuni non hanno neanche notato che alcuni particolari fossero nuovi. Insomma dicono di sentirsi ancora al Liberty” così risponde Provenzani.

E questo è importante, perché l'identità del locale dello chef milanese pare non si sia persa fra un lavoro e l'altro. 

L’allure internazionale è stata data dall’architetto Carlo Donati che ha studiato con lo chef i cambiamenti più in linea, non trascurando tutto il bagaglio di un ristorante in pista dai primi del 2000.

“Siamo stati pioneri in questo quartiere. Gioia prima era una zona molto borderline, adesso è diventata il centro di Milano”. 

E lo chef continua: “Nel 2002 l’approccio alla ristorazione era completamente diverso, ma quello che non cambia è l’esigenza delle persone di stare bene a tavola, non tanto quello di essere stupite. I clienti vogliono convivialità, vuole rilassarsi”.

Foto: ©Roberta Abate

Ma qui iniziamo a non essere più d’accordo con Andrea: Il Liberty ha mantenuto sicuramente i tratti di un indirizzo “classico” ma insieme al nuovo look stupisce con un paio di piatti che non ci saremmo mai aspettati di mangiare.

Come la Crema di Mais fresco dolce alla vaniglia e calamaro grigliato, tacos di mais avocado e crudo di calamaro. Se dovessimo eleggere un comfort food per l’autunno sarebbe senza dubbio questo.

Andrea continua su questa linea di contaminazioni con i suoi Tortelli arrosto ripieni di zucca e curcuma fresca, con cipolla, curry, finferli e vongole veraci. La pasta dei tortelli replica quella dei gyoza giapponesi e il matrimonio "misto" funziona. 

Amanti del Liberty non preoccupatevi però: rimangono dei capi saldi dello chef come la Parmigiana di melanzane incartata con fili di zucchina croccanti o il Vitello tonnato o i dolci, primo fra tutti il Libertyramisù, fatto di crema al mascarpone fresco, gelato al caffè, crumble alle nocciole e cacao.parmigiana

“Il dolce deve essere goloso, questo lo è. Il bicchiere ritorna in cucina sempre vuoto”.


Insomma lo prenotiamo un tavolo al Liberty per questa sera e scopriamo in cosa è migliorato?

Cosa Il Liberty

Dove Viale Monte Grappa, 6, Milano

Tel. 02 2901 1439

Web www.il-liberty.it

Dove non specificato foto: ©Carlo Casella 

 

Segui Fine Dining Lovers anche su Facebook

Tags