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Scarto, a Bologna il cocktail bar zero waste

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Scarto, a Bologna il cocktail bar zero waste
Foto facebook.com/scartococktails/

Un nome che è una dichiarazione d’intenti.

Dopo mesi di aperture promesse e chiusure anticipate, grandi aspettative e attesa social, finalmente è ufficiale: Scarto Cocktail Bar apre a Bologna il weekend del 22 e 23 settembre 2018. Un’inaugurazione resa difficoltosa dal concept del bar, dalla sua filosofia e anche dalla location, che lo rendono un unicum non solo nel panorama italiano, ma anche in quello internazionale.

L’ideatore è Carsten Steinacker, bartender e architetto di origini tedesche. Da anni accarezzava l’idea di aprire un locale zero waste e, dopo aver valutato diverse opzioni europee, ha scelto Bologna: un po’ per l’ormai conclamata celebrità gastronomica della regione, un po’ per il terreno fertile offerto dalla città a progetti innovativi socio-ambientali - basti pensare che qui sono nati i Last Minute Markets, la prima iniziativa in Italia ad occuparsi seriamente del problema dello spreco. 

Scarto | Il locale

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Scarto Cocktails (@scartococktails) in data:

Insolito il concept, insolito lo spazio.

Scarto nasce in un ex monastero nella centralissima via della Braina, che Carsten ha deciso di modificare il meno possibile, aggiungendo pochi, essenzialissimi arredi di legno e mantenendo l’atmosfera suggestiva con luci basse e muri al grezzo.

Scarto | L'idea

Ma parliamo dell’idea alla base di Scarto. Quella della mixology a spreco zero è una filosofia che ha già trovato diversi sostenitori, soprattutto in Nord Europa, e si basa soprattutto su tecniche come la fermentazione o l’essiccazione - per riutilizzare gli avanzi alimentari il più possibile - sull’autoproduzione di bibite e liquori, quando possibile, e ovviamente su un’attenzione particolare anche ai bicchieri - niente cannucce di plastica, per intenderci.

La cocktail list è stata realizzata con la collaborazione di Victoria Small, che ha già lavorato per il Wood*ng Bar di Milano e quindi decisamente esperta in fatto di piante, fiori, fermentazioni, conservazioni e affini.

Scarto | L'offerta

Quindi, cosa si beve da Scarto? Noi abbiamo avuto la fortuna di assaggiare alcuni cocktail in anteprima. E sono, passatemi il francesismo, una bomba. Deliziose le kombucha autoprodotte, come quella al caffè o quella al mango, la banana beer - “È stato un esperimento casuale ma ha funzionato benissimo” mi racconta Laura, che insieme al fidanzato Alessio gestirà Scarto a tempo pieno “Abbiamo fatto fermentare la banana. Punto. Il risultato è una bevanda frizzante, alcolica e non troppo dolce” - e la ginger beer, con cui preparano uno strepitoso gin tonic. Autoproduzione sì, ma fino a un certo punto: gin, mezcal e gli altri liquori vengono scelti tra le produzioni d’eccellenza in tutto il mondo.

In carta ci sono anche birre realizzate con gli scarti di pane e vini naturali.

Il consiglio spassionato è quello di ordinare i loro punch, come quello a base di tuorlo d’uovo, vino bianco e maraschino: un pasticciaccio sulla carta, una squisitezza nel bicchiere. Ma c’è da scommettere che nei prossimi mesi saranno molti altri i conigli tirati fuori dal cappello di Laura, Alessio e Carsten.

Da mangiare, per ora, ‘solo’ una selezione di formaggi, salumi e pane, insieme a piccoli assaggi realizzati con gli scarti dal ristorante Oltre, come la pappa al pomodoro o i fagioli in saor. Il costo medio di un drink si aggira intorno ai 10 euro: forse lievemente più alto degli standard cittadini, ma ampiamente giustificato dai metodi di produzione.

Da Scarto verranno organizzati corsi e laboratori per insegnare a tutti i rudimenti dell’autoproduzione casalinga e della riduzione di sprechi, dalla gestione del frigorifero alla creazione di profumi fai da te.

Essendo un’associazione è obbligatorio fare la tessera per entrare.

Cosa: Scarto

Dove: via della Braina 11, Bologna

Info: Sito

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