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Spica. Lo sguardo sulle cucine del mondo di Viviana Varese e Ritu Dalmia

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Spica. Lo sguardo sulle cucine del mondo di Viviana Varese e Ritu Dalmia

Dal ceviche all'insalata di som tam dalla Thailandia, dai dim sum cinesi al Khao suey, zuppa di cocco speziata con spaghettini, verdure, pollo o gamberi dal Myanmar.

E' un vero e proprio giro del mondo quello che si fa quando ci si siede al tavolo di Spica, nuovo ristorante da poco inaugurato a Milano che porta le firme della chef stellata Viviana Varese, patron del ristorante Alice, e della chef, imprenditrice e volto televisivo Ritu Dalmia, che in città è titolare anche di Cittamani, ristorante con focus sulla cucina indiana.

Il nuovo format permette alle chef di condividere con gli ospiti la loro passione per la cucina internazionale e le tecniche acquisite durante gli innumerevoli viaggi in giro per il mondo. Insomma, Spica è un ristorante che, a prima vista, sembra perfetto per fondersi con l'essenza di Milano, città dall'anima sempre più cosmopolita, "curiosa" e "affamata" di novità e aperta agli spunti dall'estero.

Le protagoniste

Il nuovo ristorante Spica nasce da un'amicizia profonda e da una convergenza di visioni. Le protagoniste sono Viviana Varese, chef di origini salernitane che ha conquistato la stella Michelin a Milano con il suo Alice nel 2007 (oggi all'interno di Eataly Smeraldo) e Ritu Dalmia, chef di origini indiane innamorata dell'Italia, che oggi gestisce a Delhi e a Goa, tra gli altri, i ristoranti Diva Italian, Diva Spiced e Cafè Diva, oltre al suo Cittamani di Milano.

Da non dimenticare che Ritu Dalmia è stata insignita dell’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia, destinata a tutti coloro che hanno acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e collaborazione tra l'Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l'Italia.

Spica | La location

Situato nella zona di Porta Venezia, il ristorante unisce con gusto mood retrò e tocchi di design moderno. Nello studio degli spazi e nell'arredamento, gli architetti Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino hanno unito due mondi profondamente milanesi, ma apparentemente diversi: la libertà e il design radicale di Ettore Sottsass, profondamente influenzato dall’India, e il rigore e il minimalismo del movimento moderno di Franco Albini.

Tanto legno, tavoli dorati che riflettono la luce, pavimento in pietra tipico delle case milanesi di una volta, decorazioni dalle forme geometriche e tanto colore per un luogo dall’atmosfera vibrante, easy, fresca e in perfetto accordo con le proposte divertenti e multicolor che si trovano nel piatto. Il ristorante ha circa 70 coperti. Da notare la presenza di un tavolo conviviale per le compagnie numerose. 

Spica | Il menu 

Il menu si divide in 4 parti: Sud Est Asiatico, America, Europa e Sub Continente Indiano. Il viaggio nelle culture culinarie del mondo inizia con assaggi da condividere dal Sud Est Asiatico, che comprendono dimsum con pasta cristallo (leggera e sottilissima) ripieni di Funghi shitake, champignon, enoki, black fungus ed olio al tartufo oppure con ripieno di gamberi, erba cipollina e mandorle. C'è poi il Bao (panino di farina di riso al vapore) con ripieno di “cotoletta” di pollo e maionese di wasabi oppure di melanzana croccante e salsa malesiana. C'è poi il Som tam, insalata alla papaia verde e mango, arachidi, lemongrass e basilico dalla Thailandia e il Bawmra dal Myanmar, un'insalata di pomodori cotti, arachidi, aglio e cipolla disidratati e tamarindo.



Per chi ama i toni dolci, da provare la Khao suey, zuppa di cocco speziata con spaghettini con verdure, pollo o gamberi. Dal Giappone, ecco il Ramen tradizionale con brodo di maiale e pollo, verdure e uovo marinato oppure in versione "veg" di patate. 

Si continua con l'America con assaggi di nachos e tortillas, servite con pico di gallo, guacamole e panna acida, la famosa Tostada, cioè tortillas croccanti con 3 differenti ceviche di pesce (ricciola, polpo e gamberi) dal Perù; le Costolette di maiale arrostite al barbecue con pannocchia, purè e verdure dagli Usa.

Direttamente dall'India, ecco sul tavolo il Keema Pao, ragù di carne speziato con pomodoro e cipolla con bruschetta soffice di pane, il Kadi Samosa, fagottino triangolare fritto ripieno di patate e spezie con salsa di yogurt e la crespella di farina di riso e lenticchie con patate chiamata Dosa, accompagnata da lenticchie, chutney di cocco e di pomodoro. Non ancora soddisfatti? C'è la "piadina" indiana Paratha, accompagnata da lenticchie, ripiena di pollo alla brace, chutney alle erbe, lenticchie e salsa allo yogurt oppure formaggio paneer e noci.

Il viaggio tra i sapori del mondo si "conclude" in Europa, con assaggi di Coca Maiorchina, focaccia delle isole Baleari, con ricotta, fondente di cipolla, albicocca caramellata e noci oppure peperoni arrostiti, stracciatella, patate e acciughe. Visto che siamo in Italia, immancabili i piatti del giorno - pasto o risotto - e la pizza fritta con melanzane a funghetto e scaglie di parmigiano reggiano o Capocollo di Martina Franca e stracciatella. Dalla Galizia, invece, il polpo alla galiziana con patate baby, paprika dolce affumicata e aioli. 

Carta dei dolci decisamente "comfort" con il Bombolone fritto con gelato alla nocciola, il Tiramisù, la Panna cotta che unisce la dolcezza del cocco alla freschezza del lemongrass, i Waffle al cioccolato con caramello salato e gelato alla vaniglia e gli Sticky Rice con frutta esotica.

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