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A tu per tu

Valerio Centofanti, l'Abruzzo nel piatto dello chef musicista

Di FDL il

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Valerio Centofanti, l'Abruzzo nel piatto dello chef musicista

Intervista allo chef Valerio Centofanti del ristorante L'Angolo d'Abruzzo di Carsoli, L'Aquila. È un profondo conoscitore del proprio territorio.

Descriviti in tre parole.
Amo la famiglia, la natura e le donne. 
 
Se non fossi chef, cosa ti piacerebbe fare?

Il musicista (suono il basso) o il contadino.
 
Qual è il tuo piatto preferito? 

Amo i primi piatti. Vado pazzo per i classici bucatini all’amatriciana. 
 
Quello che invece detesti? 

Avrei certamente qualche difficoltà ad affrontare certi piatti orientali che prevedono l’utilizzo di «strani animaletti». 
 
Il piatto che avresti voluto creare tu?

Non esiste. La mia cucina è molto personale e il mio primo riferimento è il territorio.
 
Due sapori che non possono andare insieme?

Funghi e tartufo.
 
L’ingrediente più importante della cucina?

In generale i prodotti della tradizione agropastorale abruzzese.
 
Il menù ideale per una serata romantica?
Rigatoni alla gricia (matriciana in bianco preparata con olio, cipolla, guanciale, vino bianco, sale, pepe e pecorino).
 
Un piatto veloce per fare bella figura in una serata tra amici?
Sempre i 
Rigatoni alla gricia.
 
Se potessi aprire un ristorante in qualsiasi luogo del mondo, dove lo apriresti? 

A New York.
 
Per chi ti piacerebbe cucinare una cena speciale?

Per una bella donna. 
 
Ci suggerisci tre cose da fare nella tua città?

Una visita alle grotte di Pietrasecca, aperte da poco al pubblico. Si tratta di un ambiente carsico unico che si sviluppa attraverso una successione di rapide, profondi laghetti e cascate sotterranee. 
 
Un sogno nel cassetto?

Poter fare il mio mestiere senza condizionamenti economici.
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