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Danilo Di Vuolo: "Tradizione, ma con tecniche moderne"

Di FDL il

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Danilo Di Vuolo: "Tradizione, ma con tecniche moderne"
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Passione e talento: Danilo di Vuolo, chef del ristorante Maxi dell'Hotel Capo La Gala di Vico Equense pur essendo giovane (classe 1978) è già uno dei punti di riferimento della cucina campana gourmet. La passione nasce fra le mura domestiche, e il talento viene coltivato ed esibito in un piccolo ristorantino; in seguito la svolta con I Quattro Passi, che segna la sua carriera e lo fa arrivare al Maxi, dove adesso dirige la cucina e uno staff giovanissimo. 

La crescita professionale di Danilo va di pari passo con quella del ristorante e dell'hotel; nel 2009 arriva la prima Stella Michelin e la carriera dello chef ha la giusta consacrazione.

Il segreto, come spiega in questa intervista, è un amore viscerale per questo lavoro, indispensabile per crescere professionalmente. Senza dimenticare le materie prime di grande qualità: come il pescato di paranza o le erbette spontanee che usa nei suoi piatti e che lo ispirano ogni giorno. 

Si descriva in tre parole
Timido, appassionato, e...

Che tipo di cucina si trova nel suo ristorante?
Una tavolozza di colori vivi, sapori e profumi, tutti di stampo mediterraneo.

Da dove nasce l'ispirazione per le sue ricette?
Dal relax di una passeggiata in campagna, dove puoi percepire il profumi delle erbe spontanee, oppure sul molo al mattino, dove gli occhi vengono inebriati dal luccichio color argento del pescato di paranza, pesce che è una grande fonte di energia e creatività

Da autodidatta a Stella Michelin: cosa cambia quando si raggiungono livelli così alti?
Non cambia nulla. Questo lavoro deve essere una passione che ti scorre dentro, quasi viscerale, solo cosi si riesce a crescere; non bisogna cambiare, ma avere la consapevolezza che è necessario sempre regalare al cliente una grandissima emozione. 

Quali sono gli elementi tradizionali che permangono nella sua cucina e cosa invece le piace rivoluzionare?
Sicuramente il punto di riferimento per la mia cucina sono i piatti di sempre, quelli della tradizione, che ti accompagnano e ti danno lo spunto per creare nuove pietanze, mentre una cosa sulla quale sono più propenso a rivoluzionare sono le tecniche, e in questo la tecnologia sicuramente ci ha aiutato a migliorare, ottendendo dei risultati magnifici. 

A quali materie prime non riuscirebbe mai a rinunciare?
L’olio di oliva extra vergine, il pesce azzurro e le verdure biologiche; con queste tre tipologie il risultato è garantito.

Qual è l'abbinamento piatto/cibo che consiglia più spesso, o che secondo lei rappresenta la combinazione più particolare?
Pesce crudo, non soltanto crostacei, ma anche dei piccoli pesci azzurri dal sapore iodato e minerale, con bollicine di annata; con questa combinazione non si sbaglia mai. 

Quali sono i suoi prossimi obiettivi? 
Migliorarmi e migliorarmi ancora. Voglio continuare a crescere; in questo lavoro non si è mai arrivati. Bisogna essere sempre predisposti ad apprendere, anche dall’ultimo commis che arriva nella tua squadra

Il locale più innovativo che ha visitato di recente?
Più innovativo da un punto di vista estetico penso sicuramente al mio amico Nino Di Costanzo, con il ristorante Il Mosaico.

Guarda anche la ricetta di Danilo Di Vuolo: Tonno in Crosta di erbe mediterranee su pomodorini e biscotto di Agerola

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