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"La pizza dei Fratelli Caponi? Passione, territorio e un pizzico di follia"

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"La pizza dei Fratelli Caponi? Passione, territorio e un pizzico di follia"

A Torre Annunziata, in provincia di Napoli, c’è una pizzeria che sta riscuotendo sempre maggiore successo. Si tratta di Casa Caponi, nata da quello che è ormai un brand: I Fratelli Caponi.

Un nome che lascia trasparire il legame tra i due fondatori, Vincenzo Pagano e Alessandro Auricchio, ma che cita anche gli indimenticabili protagonisti di Totò, Peppino e la Malafemmina.

Entrambi hanno alle spalle esperienze professionali lontane dal mondo della ristorazione. Eppure hanno deciso di inseguire il sogno comune di aprire un proprio ristorante.

Così, mentre Vincenzo si occupa della gestione, Alessandro ha studiato e studia quotidianamente impasti e cotture, seguendo i saldi principi di tradizione, territorialità, digeribilità.

Ecco cosa hanno raccontato a Fine Dining Lovers a proposito dei loro obiettivi, degli esordi e del loro progetto comune, nato nel 2014.

Come vi siete conosciuti?
Vincenzo: Ci siamo conosciuti circa vent'anni fa, la nostra è un’amicizia nata sui campi da calcio: siamo stati entrambi arbitri. Dopo le riunioni capitava di trovarci tutti a casa di Alessandro, che già coltivava la passione per gli impasti e ci rifocillava spesso e volentieri con pizze squisite. L’arbitraggio ci ha fatto conoscere, la pizza ci ha tenuto uniti.

E quando la passione per la pizza e gli impasti di Alessandro ha assunto una dimensione professionale?
Vincenzo: Quella di dedicarci alla pizza è stata una decisione folle e coraggiosa, una scommessa che si è rilevata vincente. Sapevamo che non avremmo avuto la strada spianata: nessuno di noi poteva contare su una storia centenaria di tradizione, su un nome conosciuto nell’ambiente. Eravamo degli sconosciuti che inseguivano un sogno e forse, guardandoci indietro, è stata proprio questa incoscienza a darci la forza necessaria per avviare l'attività de I Fratelli Caponi.
Alessandro: Era il 2014 e all’epoca ognuno di noi aveva già un lavoro. Ci siamo lanciati. I primi periodi sono stati di grande sacrificio: continuavamo a mantenere le nostre occupazioni, intanto partivamo con il nostro progetto, ci lanciavamo in questo mondo completamente nuovo. Non riuscivamo nemmeno a immaginare che i nostri desideri potessero concretizzarsi ad un tale livello. È successo tutto molto velocemente.

Quale ritenete sia stato il vero “salto” nella vostra carriera?
Alessandro: Sicuramente è stata decisiva la scelta di aprire la seconda pizzeria Casa Caponi, quando ci siamo resi conto che la piccola pizzeria d’asporto nata nel 2014 non riusciva a soddisfare la continua domanda. La nostra azienda I Fratelli Caponi è ora costituita da due sedi: Asporto & Bottega e Casa Caponi - Ristorante Pizzeria. Lavorano con noi trenta meravigliosi collaboratori.

Perché a Torre Annunziata?
Vincenzo: È la città in cui siamo nati, in cui viviamo, soprattutto in cui crediamo. Questa è la città che amiamo. Inoltre, forse per l’incoscienza e il coraggio che continuano a caratterizzarci, siamo fermamente convinti che, per quanto possa essere difficile, è importante rimanere al Sud e fare impresa qui.

Come avete scelto la location?
Alessandro: Crediamo nel colpo di fulmine e nel destino. È stato un po’ il caso a farci innamorare di Palazzo Fusco, dove ora risiede Casa Caponi. Rappresenta un pezzo di storia importante per la cittadina di Torre Annunziata.
Vincenzo: La famiglia Fusco, da cui il palazzo ha preso il nome, è stata protagonista delle più importanti vicende di fine '800 da queste parti. Il Palazzo, oggi nostra sede, rappresenta la storia di un territorio. Bello è per noi immaginare che in queste stanze, dove ogni giorno accogliamo i nostri ospiti, un tempo si sono decise le sorti dei nostri concittadini.

Come definireste l’esperienza gastronomica che il cliente può provare dai fratelli Caponi?
Vincenzo: Amiamo il fatto che il cliente possa sentirsi a casa, infatti preferiamo decisamente la parola ospite. All’interno delle nostre stanze - e non sale - si può respirare la tradizione napoletana, nei piatti tipici e all’interno delle pizze rivisitate.
Alessandro: Abbiamo un’attenzione particolare per le eccellenze locali e prediligiamo aziende campane anche per la scelta dei vini. Mensilmente, su base di prodotti freschi e stagionali, diamo vita a una “pizza/piatto del mese”. I nostri ospiti più affezionati sanno di avere un appuntamento fisso con le nostre novità.

Chi vi ha maggiormente supportato nella vostra attività?
Vincenzo: Sicuramente la famiglia è stata ed è importante per il nostro percorso lavorativo. I valori che ci hanno trasmesso ci guidano tutt’ora: dal duro lavoro ai sacrifici, dal rispetto per il prossimo alla disciplina.

Quale consiglio dareste ad un giovane che voglia intraprendere questa professione?
Alessandro: Di credere in se stesso e nel proprio lavoro, sempre. L’unico consiglio che ci sentiamo di dare è quello di orientarsi seguendo la propria bussola personale: quando un sogno è quello giusto, si riconosce. È importante poi restare sempre umili, imparare da chi ha più esperienza. C’è un tempo per tutto, anche per le soddisfazioni.

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