Blog

A tu per tu

Gnam Box: "Presto delle video ricette e, forse, Pisapia nella nostra cucina"

Di il

Share
Gnam Box: "Presto delle video ricette e, forse, Pisapia nella nostra cucina"
Foto Zelda as a Writer

Il loro format ha conquistato il web in pochissimo tempo: Riccardo Casiraghi e Stefano Paleari, in arte Gnam Box, hanno unito web, video, cucina e lifestyle in un solo progetto, nato nella loro cucina milanese. Qui i ragazzi invitano personaggi dello spettacolo, dell'editoria o della musica a  cucinare, o a cenare, e in più registrano format per altri magazine, o trasmissioni web come il fortunato Junk Good.

Questo aprile è uscito anche il loro primo libro, edito da Mondadori, In Food We Trust, dove i due ragazzi oltre alle ricette del quotidiano cercano di far passare un messaggio a volte dato per scontato: l'importanza dell'alimentarsi secondo natura, rispettando gusto e stagionalità.

In questa intervista i ragazzi raccontano il loro percorso verso il cartaceo, consigliano ai lettori di Fine Dining Lovers qualche ristorante milanese e svelano anche chi vorrebbero avere nella loro cucina prossimamente.

Come nasce il libro In Food We Trust?
Totalmente per caso: un giorno ci arriva una mail da Mondadori, che ci chiedeva se fossimo interessati a pubblicare per loro il nostro primo libro. All'inizio non ci credevamo: poi dopo i primi due incontri abbiamo capito che stava succedendo davvero. Da lì ovviamente ci siamo ritrovati ad avere pochissimo tempo per trovare nuovi spunti e nuove ricette, senza perdere l'opportunità di esprimerci al 100%, visto che probabilmente sarà la nostra unica occasione di raccontarci in un libro.

Perchè un libro sulla stagionalità?
Per questo libro ci siamo potuti esprimere senza troppi paletti editoriali e abbiamo deciso noi la direzione: la questione della stagionalità per esempio la portiamo avanti da sempre; quello che ci piace fare è andare a fare la spesa vedere cosa offre la natura e rielaborarlo. Arrivare a metterla in pratica davvero sembra un passo indietro rispetto a tutto il lavoro fatto per far sì che la gente abbia tutto e subito al supermercato. Le persone non si pongono troppe domande quando si mettono ai fornelli o fanno la spesa: bisognerebbe invece fermarsi, fare lo sforzo un attimo di capire anche solo la provenienza degli ingredienti. Questa riflessione non fa ormai più parte della nostra educazione, ma è necessario riscoprire questo modo di acquistare e consumare, anche perché è molto più facile di quello che si possa immaginare. Una volta che abitui il tuo palato al gusto dei prodotti di stagione, sai anche che non ti perdi nulla non mangiando le fragole a gennaio. 

Con questo libro cercate di far riscoprire le gioie del cucinare in casa?
Da quando ci siamo trasferiti in una casa tutta nostra abbiamo sempre preferito cucinare insieme e decidere cosa avremmo mangiato. Condividere il cibo con delle altre persone è secondo noi quasi una necessità, è una cosa che ti risolleva l'umore: il potere della convivialità e del mangiare insieme è grandissimo. Poi c'è un aspetto salutista: cucinare in casa significa sapere cosa stai mangiando dall'inizio alla fine.
"Usciamo a mangiarci un hamburger? Noi dai facciamocelo in casa" questa è l'idea di fondo, quella di provare a fare da noi delle cose che siamo sempre stati abituati a mangiare fuori. 

Prima Junk Good, adesso libro di cucina, cosa viene dopo?
Una cosa che vogliamo fare assolutamente è riscoprire le basi di Gnam Box: quello che vogliamo fare è comunicare sempre meglio la nostra identità. Stiamo lavorando ad una nuova versione del sito, e vogliamo renderlo più interattivo, offrire sempre nuovi contenuti su cucina e lifestyle. Vorremmo lavorare anche su dei format nuovi con noi dentro, magari delle video ricette, ovviamente concepite in modo innovativo.
Poi ci è piaciuta molto l'esperienza dello Gnam Box Cafè durante il Fuorisalone, dove abbiamo potuto fare tavole rotonde e cucinare con nutriti gruppi di persone; vorremmo riproporlo, ma non in uno spazio pubblico, non vogliamo un ristorante. 

Com'è secondo voi il panorama ristorativo milanese degli ultimi anni?
Positivo: negli ultimi tempi c'è stata una piccola rivoluzione. Fino a 3 anni fa non c'erano tutti questi locali gestiti da ragazzi: o si andava al ristorante o si mangiava un tramezzino al bar. Di sicuro c'entra anche l'Expo 2015: è un evento che sta rendendo la città più contemporanea.

Parliamo allora dei vostri locali preferiti: 

Ristorante?
Erba Brusca.

Hamburgeria preferita?
Al Mercato: a parte l'hamburger il bello è anche l'atmosfera, l'attesa, tutto.

Etnico preferito?
Casa Ramen in Isola e Mandarin 2; ci piace tantissimo il loro al Riso Shanghai croccante.

Pizza preferita?
La pizza di Dry insieme al cocktail naturalmente.

Bistrot preferito?
Il Taglio in via Vigevano.

Locale low cost
Coke in via Pavia, ci ricorda le pizzeria che ci sono nei luoghi marittimi turistici.

Chi vorreste invitare a cucinare nella vostra cucinare?
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia: il suo ufficio ci ha anche risposto, quindi non è impossibile, ma è difficile organizzarsi. Poi Massimo Bottura: non siamo fanatici dei grandi chef, lui però ci piace perchè è impeccabile, quando lo sentiamo parlare rimaniamo sempre estasiati. Ci piacerebbe vederlo preparare degli spaghetti al pomodoro o una pasta fredda.

Tags