Blog

A tu per tu

Luciano Villani: "Bisogna essere sensibili alle esigenze degli altri"

Di il

Share
Luciano Villani: "Bisogna essere sensibili alle esigenze degli altri"

A Telese Terme, nella provincia di Benevento, si trova un ristorante che ha ricevuto, con la Guida Michelin 2018, la sua stella. 

Si tratta della Locanda del Borgo dell'Aquapetra Resort & Spa, che vede nella propria cucina lo chef Luciano Villani. Noi di Fine Dining Lovers l'abbiamo incontrato per farci raccontare cos'è cambiato nell'ultimo anno. 

Ecco cosa ci ha detto.

Com'è iniziato il suo percorso in cucina?
Con gli studi all’istituto alberghiero ma ho sempre vissuto la cucina, o meglio la tavola, come momento di unione e luogo d’incontro per la famiglia, e questa cosa mi piaceva tanto.

Qual è stato il vero “salto”?
La mia evoluzione più grande è stata qui ad Aquapetra, il tempo mi ha aiutato a crescere, lentamente ma in modo importante. Ho imparato da quanto mi circonda, l’ho studiato giorno dopo giorno. Il Sannio ha sempre avuto un potenziale incredibile ed io ho iniziato a metterlo nei miei piatti.

Ci racconta com'è stato il suo arrivo a La Locanda del Borgo?
Mi occupavo della pasticceria, la mia prima passione. Aquapetra allora era una sfida, un’oasi appena aperta ma sconosciuta ed io avevo parecchie paure. Oggi capisco che i proprietari, la famiglia Tartarone, mi hanno dato davvero una grande opportunità credendo in me.

Cosa ritiene di aver imparato più di tutto in una realtà ormai così affermata della ristorazione?
Ho imparato ad ascoltare gli ospiti, i fornitori, senza fare solo di testa mia. Perché ritengo che la chiave per riuscire in qualcosa si trovi nell’essere sensibile alle esigenze degli altri. ll mio primo obiettivo è quello di soddisfare la clientela e lavoro in quest’ottica. Cucino con amore, rispetto gli ingredienti con cui realizzo i piatti, per creare armonia tra la mia idea di cucina e ciò che viene servito.

C’è qualcuno che considera il suo maestro?
Ho avuto diversi maestri, ognuno mi ha insegnato qualcosa ma sono consapevole del fatto che la mia più grande evoluzione l’ho avuta qui, dove continuo ad apprenere quotidianamente.

Quali sono i piatti più rappresentativi della sua cucina?
L'Ode all’orto, un piatto composto da oltre settanta ingredienti. Ma anche i Ravioli con succo di cipolla di Bonea, il Galletto ruspante con patate alle olive e composta di pomodoro, il Semifreddo al torroncino e gel di Strega.

Segui Fine Dining Lovers anche su Facebook

Tags