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Pietro d'Agostino: «Gli ingredienti più importanti? I sapori mediterranei»

Di FDL il

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Pietro d'Agostino: «Gli ingredienti più importanti? I sapori mediterranei»

 

Intervista a Pietro D'Agostino, chef del Ristorante La Capinera di Taormina, dove reinterpreta i piatti della tradizione siciliana attingendo ai migliori ingredienti del suo territorio. Ama il crudo di pesce e vorrebbe aprire un ristorante a New York.
 
Descriviti in tre parole.

Solare, estroso, riflessivo. 
 
Se non fossi chef, cosa ti piacerebbe fare?

L’architetto. 
 
Qual è il tuo piatto preferito?
Il Crudo di pesce.
 
Quello che invece detesti?
Faccio a meno delle interiora. 
 
Il piatto che avresti voluto creare tu?

Il Tiramisù.
 
Due sapori che non possono andare insieme?

Acido e amaro.
 
L’ingrediente più importante della cucina?

I pomodorini, il basilico … i sapori del Mediterraneo.
 
Il menù ideale per una serata romantica?

Suggerisco un piatto che propongo anche nel mio menu estivo: spiedini di pesce e crostacei con farina e cous cous. I bocconcini vanno poi conditi con una serie di intingoli afrodisiaci come, ad esempio, la salsa di mandorle e zenzero, la salsa di miele e aceto o ancora la salsa di pomodori datterini e bottorga di tonno. 
 
Un piatto veloce per fare bella figura in una serata tra amici.

La Ghiotta di baccalà ovvero baccalà, capperi, olive e pomodorini freschi. 
 
Se potessi aprire un ristorante in qualsiasi luogo del mondo, dove lo apriresti? 

A New York. 
 
Per chi ti piacerebbe cucinare una cena speciale?
Mi piacerebbe riunire a tavola i vecchi amici che non vedo da tempo. 
 
Ci suggerisci tre cose da fare nella tua città?
Una gita al teatro greco, una visita agli scavi archeologici e, imperdibile, un’escursione sull’Etna. 
 
Un sogno nel cassetto?
Diventare ricco (sorride).
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