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Santi Ruud: "Oltre a mangiar bene, in un ristorante bisogna divertirsi"

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Santi Ruud: "Oltre a mangiar bene, in un ristorante bisogna divertirsi"

A Cervia, rinomata località marittima romagnola, Al Porto Ristorante Cruderia è un ristorante in cui l'offerta di pesce raw e la cucina di mare hanno pari importanza.

Tra gamberi, scampi e sontuosi plateau, tra fornelli di questo ristorante troviamo Santi Ruud, giovane chef nato a Ravenna nel 1989.

Noi abbiamo voluto incontrarlo per farci raccontare dei suoi esordi, del suo lavoro da Al Porto Ristorante e Cruderia e della sua idea di cucina. 

La nostra intervista allo chef Santi Ruud.

Com'è nata la sua passione per il mondo della ristorazione?
Il mio amore per la cucina nasce fin da quando ero bambino, grazie a mia mamma. Anche lei è una cuoca di prefessione, più di ogni altra cosa, da piccolo ciò che mi incantava era osservarla, vederla all'opera, imparare i suoi metodi e le sue tecniche.

E quando ha iniziato a lavorare come cuoco professionista?
Ho incomiciato questo lavoro da adolescente, all’età di 15 anni. Ho fatto svariate stagioni nei più rinomati hotel 4 e 5 stelle di Milano Marittima. Ho poi fatto uno stage al ristorante Lido-Lido di Vincenzo Cammerucci e tre anni al Bellevue Suites & SPA di Cortina d'Ampezzo, nelle Dolomiti venete. Tutte esperienze da cui ho imparato molto.

C'è qualcuno che potrebbe definire il suo mentore?
Sicuramente i miei primi maestri sono stati gli chef Luigi Feola e Adamo Piermarioli, da cui ho appreso l’ordine, la disciplina e le fondamentali tecniche di cucina.

Quando ritiene che sia avvenuto il vero "salto" nella sua carriera?
La svolta è stata certamente il mio approdo al Ristorante Cruderia Al Porto di Cervia, dove ho conosciuto i titolari Mario Buia e Virginia Stifani, da cui ogni giorni imparo qualcosa e con cui mi trovo molto bene: condividono appieno la mia filosofia di ristorazione e questo rende il lavoro più piacevole e stimolante.

Come definirebbe l'esperienza al Ristorante Cruderia Al Porto?
Qui Al Porto non ci si annoia mai! È un locale giovane e ambizioso, un po’ come tutte le persone che ne fanno parte; un laboratorio di idee e proposte in continua evoluzione. Credo che questo venga percepito e vissuto anche dalla nostra clientela. Chi viene a mangiare da noi non lo fa soltanto per la buona cucina o per l'eccellente pesce crudo, ma perchè è un posto in cui si sta bene, ci si diverte. Trovo che questi due aspetti siano complementari e debbano essere validi per ogni ristorante.

Quel è il piatto del ristorante più rappresentativo della cucina del ristorante?
Quello che più di altri racchiude l'essenza del nostro locale è il Raviolo ripieno di burrata con pomodorini, basilico e gambero viola di Gallipoli. Si tratta dell'unico piatto che, con i suoi profumi e sapori mediterranei, è sempre molto richiesto e rimane in carta nonostante i vari cambiamenti stagionali.

Siete incuriositi da Al Porto Ristorante e Cruderia? Qui i consigli dei titolari Mario Buia e Virginia Stifani sul wine pairing con i frutti di mare.

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