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Falsi Miti in cucina: la carne poco cotta di maiale fa male?

Di FDL il

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Falsi Miti in cucina: la carne poco cotta di maiale fa male?

Immaginate questo delizioso boccone di tartare. Carne magra, con poche particelle di grasso a renderla vellutata. Buona, vero? E se vi dicessi che è carne di maiale? Lo so: avete spalancato gli occhi inorriditi, perché la tradizione vuole che la carne suina vada mangiata cotta. Molto, cotta. Troppo, cotta. E così, via agli arrosti e ai brasati, con fette tagliate sottili per non sembrare segatura. Nella migliore delle ipotesi, una bistecca al barbecue - ma guai se, una volta tagliata, mostra un bel colore rosa.

Ma davvero non è possibile mangiare maiale al sangue, o addirittura crudo? Preparatevi, perché il mito da sfatare, questa volta è uno dei più radicati. 

Carne di maiale cruda: perché sfatare il mito

Prima di tutto, capiamo perché la carne di maiale poco cotta dovrebbe spaventarci. Il nome della minaccia è Trichinella Spiralis, e si tratta di un verme anche del corpo umano. Le carni di maiale infestate dal parassita, e mangiate poco cotte, diventano pericolose per l’uomo. Avete notato qualcosa di strano da questa breve descrizione: maiali che mangiano carne? Un tempo i suini venivano nutriti con tutto quello che capitava, e questa è una pratica utilizzata tutt’oggi in alcuni allevamenti domestici. Se il maiale invece proviene da allevamenti industriali, con sistemi di nutrizione e mangimi moderni, la Trichinella Spiralis sarà solo un brutto ricordo dai racconti dei nostri nonni. Molte macellerie mettono a disposizione dei clienti i certificati di provenienza delle carni, dai quali è semplice arrivare all’allevamento d’origine.

Una volta che vi sarete decisi al grande passo, beh, avete l’imbarazzo della scelta. Il consiglio è di partire piano, cucinando il vostro arrosto un po’ meno del solito.

Anziché cuocere l'arista, come da tradizione, per un’ora a 200 °C (per chilo di carne), non superate i 40 minuti. E sentirete che sapore.

Via via, sperimentate con altri tagli di suino, per esempio bistecche cotte come fareste con il manzo, fino ad arrivare là dove solo i gourmet più arditi osano: bocconcini di pasta di salsiccia crudi.

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