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Chef stellati italiani: chi sono e dove li trovate

Di FDL il

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Chef stellati italiani: chi sono e dove li trovate
Foto © Fine Dining Lovers

Chef Stellati Italiani: chi sono e quali novità ha portato in questo senso la Guida Michelin 2018?

Scopriamolo insieme facendo un rapido riassunto dei più importanti chef stellati e dei nuovi volti dell'alta ristorazione made in Italy. 

GLI CHEF TRISTELLATI IN ITALIA

Iniziamo da loro, gli chef tristellati, quelli che fanno sognare in tutta Italia, da Brusaporto a Modena passando per Castel di Sangro. 

La grande novità di quest'anno sono state le tre stelle a Norbert Niederkofler del St.Hubertus Rosa Alpina di San Cassiano (BZ).

È dall'edizione 2014 che non c'erano cambiamenti al vertice della Guida Michelin: l'ultimo ad aggiungersi ai tristellati era stato Niko Romito (Reale). Prima di lui Enrico Crippa (Piazza Duomo), Massimo Bottura (Osteria Francescana), i Fratelli Cerea (Da Vittorio), Heinz Beck (La Pergola), i Fratelli Alajmo (Le Calandre), Annie Féolde (Enoteca Pinchiorri), Nadia Santini (Dal Pescatore). 

Il primo chef italiano a prendere tre stelle Michelin fu Gualtiero Marchesi: era il 1986 e nessun altro ristorante tricolore era mai riuscito nell'impresa. Il Maestro italiano passò a due stelle dal 1997 in poi, fino ad arrivare nel 2008 al rifiuto del sistema di attribuzione dei punteggi chiedendo di restituire uffialmente le stelle alla Guida.

Dopo Gualtiero è stato il turno di Ezio Santin (Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano, alle porte di Milano), il secondo in Italia a ricevere le ambite tre stelle. Anche lui come Marchesi restituì ufficialmente il riconoscimento alla Rossa.

Uno dei tristellati italiani più famosi al mondo è sicuramente Massimo Bottura dell'Osteria Francescana a Modena: oltre le tre stelle Michelin, lo chef modenese ha conquistato anche il titolo di Miglior ristorante al mondo per i World's 50 Best Restaurants.

CHEF STELLATI ITALIANI: I DUE STELLE

Per quanto riguarda gli chef bistellati la situazione è certamente più elaborata e complessa: quasi ogni anno la Guida attribuisce questo certificato di eccellenza a nuove insegne. 

In totale nel 2018 sono 41 le insegne italiane bistellate. Tra le novità a due stelle segnaliamo il giovane Matteo Metullio della Siriola a San Cassiano (BZ) e Andrea Aprea del Vun a Milano. Grande scalpore invece ha fatto la perdita di una stella da parte di Carlo Cracco e Claudio Sadler.

Fra i numerosi chef bistellati ricordiamo anche Alessandro Negrini e Fabio Pisani a Milano; Mauro Uliassi e Moreno Cedroni, entrambi a Senigallia in provincia di Ancona; Anthony Genovese a Roma; Gennaro Esposito in Campania; Pino Cuttaia, Vincenzo Candiano, Massimo Mantarro e Ciccio Sultano in Sicilia.  

Da segnalare sicuramente il "caso" Enrico Bartolini, che in questa edizione di stelle ne ha conquistate cinque: una nuova al Glam di Venezia (resident chef Donato Ascani), una al Casual di Bergamo (cucina guidata dallo chef Christopher Carraro), una alla Trattoria Enrico Bartolini di Castiglione della Pescaia (cucina guidata dallo chef Marco Ortolani) e due al Mudec. Un primato assoluto in Italia.

I NUOVI VOLTI DELLA MICHELIN

In totale sono state 26 le novità stellate nell'edizione 2018 della Rossa.

A Milano hanno finalmente conquistato la stella Contraste di Matias Perdomo ed Essenza di Eugenio Boer, insieme a Roberto Conti del Trussardi alla Scala. Pioggia di stelle sulla provincia di Siena e sulla Campania. A Roma riconoscimento anche per Tordomatto di Adriano Baldassarre.

Da segnalare una nuova stella in Abruzzo - D.one Restaurant di Davide Pezzuto - il riconoscimento stellato a Francesco Brutto dell'Undicesimo Vineria e quello alla Stube Gourmet di Alessio Longhini.  

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