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Quello che nasconde il Pollino: un itinerario diverso per scoprire la Calabria

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Quello che nasconde il Pollino: un itinerario diverso per scoprire la Calabria
Foto Roberta Abate

Chiedete ad un calabrese cosa c'è di bello da vedere nel suo regione, nella sua provincia, nella sua città e con molta probabilità vi risponderà che no, non c'è nulla di speciale.

Non date mai retta ad un calabrese, date retta agli odori, ai sapori e alla natura che incontrerete appena valicato il Massiccio del Pollino e da lì fatevi guidare dall'istinto degli esploratori.

La Calabria rimane forse ancora più sconosciuta di altre regioni del Sud Italia. Il mare rimane sicuramente una delle più grandi attrazioni, con una Costa Tirrenica incredibilmente ricca e una Ionica più selvaggia, ma resterete stupiti da quanto nascondono le montagne.

Il Pollino innanzitutto, al confine con la Basilicata; oltre ad essere il più grande Parco Nazionale d'Italia è un territorio che vi accompagna piano piano nei meandri della regione. Lo si incontra da Nord con i suoi borghi - tutti in provincia di Cosenza - i suoi prodotti tipici e i suoi panorami che, lo ricordiamo, per un calabrese "non sono poi chissà cosa".

Il calabrese, quello vero, si accorge della bellezza di questi panorami e dell'aria che respira solo quando abbandona per un po' la terra natia.
 

OSTERIA DEL VAGLIO: LA TAPPA GOURMET A SARACENA

Foto: Osteria Porta al Vaglio 


E di storie di persone andate e tornate in Calabria ce ne sono tante, anche sul Pollino. Si potrebbe iniziare da Gennaro di Pace, giovane chef partito per Bologna e che poi decide di scendere a casa, a Saracena, per aprire una delle nuove tappe gourmet della Calabria: Osteria Porta del Vaglio. Cucina raffinata con prodotti del territorio, ma soprattutto tanta voglia di capire cosa si può costruire in Calabria, facendo rete, con altri giovani cuochi sui 30 anni come lui, per un progetto chiamato Cooking Soon.

Osteria Porta del Vaglio
vico I° S. M. Maddalena, Saracena (Cosenza)
0981 1904655
340 8712279

 

A CERCHIARA PER IL BORGO, IL SANTUARIO E IL PANE

Una delle più grandi tradizioni gastronomiche qui sul verdissimo Pollino è il Pane di Cerchiara, il pane dei calabresi e non solo. Qui 9 forni di cui 8 gestiti tutti da donne, perché chi è venuto anche solo una volta in Calabria sa bene che le donne sono molto meno mansuete di quello che la tradizione vorrebbe farci credere.

Il pane, le pizze, le focacce, i taralli escono a tutte le ore del giorno per rispondere alla grande richiesta regionale e non solo. La qualità rimane quella di un tempo e i metodi di realizzazione anche; la farina, poi, proviene dal Parco del Pollino.

Cosa ha di speciale il Pane di Cerchiaria oltre la sapidità, la consistenza e una crosta sempre croccante? Rimane buoni per tanti giorni, anche una settimana se conservato correttamente; basta togliere il primo strato e scoprirete ancora una mollica soffice e gustosa.

Ogni forno ha ovviamente il suo angolo per la vendita. Provate anche solo una delle focacce per un spuntino veloce prima di pranzo e ritroverete il sorriso, magari dando uno sguardo agli scorci di un paese come Cerchiara, restato immutato nel tempo.

A stomaco pieno visitate nel borgo la via del Pane - dove leggerete tutte le citazioni più belle sul pane incise su pietra - e dirigetevi poi verso il Santuario di Santa Maria delle Armi alle pendici del Monte Sellaro.

Cerchiara (Cosenza)
 

A MORMANNO PER IL BOCCONOTTO E L'ANTICA LENTICCHIA

Le storie di grande tradizionie non si fermano a Cerchiara, e continuano a Mormanno, uno di quei borghi che in Calabria si incontra spesso, arroccati sui monti, che sembra sempre lì lì per cadere, e che invece resta su per secoli. A Mormanno da provare ad ogni costo il celebre Bocconotto, che a qualcuno potrebbe sembrare un pasticciotto leccese. La consistenza, però, vi farà subito desistere dal paragone. Arriva sempre dalla tradizione, prima perduta e poi ritrovata, la Lenticchia di Mormanno, antichissima, e diventata da poco Presidio Slow Food.

Mormanno (Cosenza)

DOLCI PASCOLI - LA TRADIZIONE CASEARIA Vicino MORANO

L'aria del Pollino è fresca, anche d'estate: quale luogo migliore per dare forma a degli ottimi formaggi? Per assaggiarne di buoni c'è la piccola azienda casearia Dolci Pascoli. Tradizione familiare che continua grazie ad un calabrese illuminato come Giuseppe Beretta.

Pascoli vicino al Monte Serra a 1400 metri di altezza per capre e pecore di razza rustica, razza che restituisce metà del latte di una pecora comunemente utilizzate nelle industrie.

Da sempre i Dolci Pascoli ha certificazione biologica e la distribuzione è assolutamente locale, con qualche eccezione per la vicina Puglia. Da assaggiare e portare a casa assolutamente il Gruttazzo, formaggio che troverete solo qui e che prende il nome dalla località dove pascolano le pecore. Semplice e fresco anche il classico formaggio con felce (buono anche alle 10 del mattino, lo assicuriamo). 

Dolci Pascoli
C.da Carbonaro, 9, Morano Calabro (Cosenza)


DA LUCREZIA A TREBBISACCE PER MANGIARE BENE E VERACE

E se tutto questo non vi è bastato vi suggeriamo di chiudere un po' più ad est, verso Trebbisacce sulla costa Ionica, poco distante dal Pollino,  al Ristorante Da Lucrezia dove troverete Giuseppe Gatto, grande cultore della tradizione di mare e di terra calabrese. Nei suoi piatti vi capiterà molto probabilmente di sentire una cipolla bianca dal sapore delicato, ecco sappiate che la Calabria oltre la celeberrima Cipolla di Tropea conserva un altro tesoro: la Cipolla Bianca di Castrovillari. Per il resto tanto pesce in base alla stagionalità, sempre fresco.

Ristorante Da Lucrezia
Via XXV Aprile, 46, Trebisacce (Cosenza)

 

Dopo aver provato questo assaggio di Calabria vi avventurerete più a Sud o ritornerete indietro?

 

Tutte le foto dove non specificato: ©Roberta Abate per FineDiningLovers

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