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Euro-Toques Italia, tutte le new entry della Guida 2019

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Euro-Toques Italia, tutte le new entry della Guida 2019

Un'associazione che cresce sempre di più e che si conferma tra i punti di riferimento del settore a livello internazionale. E' stata appena presentata la Guida 2019 di Euro-Toques, fondata a livello internazionale nel 1986 dallo chef francese Paul Bocuse, insieme all’amico e collega Pierre Romeyer, e radicata in Italia grazie a Gualtiero Marchesi.

Ben 93 le new entry della nuova Guida - realizzata da Italia a Tavola - che vanno dai grandi tristellati come Norbert Niederkofler e di Mauro Uliassi, fino ai giovani come Antonio e Vincenzo Lebano di Terrazza Gallia.

«242 cuochi, di cui 22 donne, ma soprattutto con 93 new entry - racconta il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini -. Questo è un segno che lascia intendere quanto l'associazione sia esponenzialmente in crescita, pronta a farsi carico, anche perché unica fra tutte ad essere riconosciuta dall'Ue, di un ruolo trasversale tra le realtà simili in Italia, in qualità di garante della figura professionale del cuoco e di una cucina che sia di qualità e rappresentante di tradizioni e territori».

«Qualche anno fa eravamo solo una cinquantina - ha detto il presidente di Euro Toques Italia Enrico Derflingher - ci siamo rialzati, siamo cresciuti a livello di soci sia per numero che per qualità. Oggi in guida siamo quasi 250, mentre come associati iscritti arriviamo circa a quota 300. È motivo di grande soddisfazione per una realtà che mette in primo piano la "faccia" dello chef, la sua vita professionale e allo stesso tempo il territorio che rappresenta. Il cuoco è ambasciatore del suo territorio».

Chicco Cerea e Antonio e Vincenzo Lebano

La presentazione della Guida è stata anticipata da un Convegno che ha messo a confronto Marco Sacco, Enrico Derflingher, Alberto Lupini e  presidente Anci Lombardia e sindaco di Lecco Virginio Brivio sul ruolo del cuoco come motore e promotore del turismo internazionale, oltre che ambasciatore del Made in Italy. «Ho un ristorante a Taipei, vado in giro per il mondo e porto l'italianità e i suoi prodotti - ha spiegato Derflingher -.. Quando cucino all'estero, infatti, io non "vendo" solo la mia capacità di essere cuoco, ma anche il territorio che porto con me, grazie ai prodotti e alle ricette che lo caratterizzano».

 

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