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Fame concreta, il progetto che parla di cibo e di ceramica

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Fame concreta, il progetto che parla di cibo e di ceramica
Foto Ceramica Montelupo Fiorentino

«Vorrei fosse uno spunto a guardare il contenitore oltre che il contenuto, non solo quello che c’è sul piatto… ma anche il piatto».

È così che Martina Liverani, giornalista, scrittrice e fondatrice del magazine Dispensa, presenta Fame Concreta, il progetto che si propone di “trovare un linguaggio comune tra cibo e ceramica”. Partendo proprio dalla capitale italiana per eccellenza della ceramica: Faenza. Nella cittadina romagnola si trova il MIC Museo Internazionale della Ceramica, il museo monotematico più grande al mondo, da cui negli ultimi anni sono partiti diversi interessanti progetti legati all’arte e all’artigianato. Uno di essi è proprio Fame Concreta.

Nato nel 2015 come spin off del festival diffuso Buongiorno Ceramica, Fame Concreta riunisce talk, laboratori e assaggi che esplorano il rapporto tra alta cucina e ceramica, coinvolgendo chef del calibro di Massimo Bottura, Davide Scabin e Davide Oldani, insieme a ceramisti e designer faentini. Quest’anno, in occasione dell’edizione 2018 di Argillà, Fame Concreta è diventato un progetto continuativo.

Foto: Pixabay, Cèramica Montelupo Fiorentino 2018

«Abbiamo cercato di trovare un linguaggio comune tra cibo e ceramica. Comune e non banale: viaggiano insieme da sempre ma ci sono legami meno scontati», racconta Martina, «Il processo creativo è simile a quello di creazione del cibo: materia da ‘spalmare’, forma, colore. In questo momento c’è un bel corto circuito, sempre più artisti contemporanei la utilizzano per opere legate alla cucina».

E quindi, in cosa consiste esattamente Fame Concreta? Prima di tutto in un vero e proprio sito che si propone di raccogliere, raccontare e diffondere tutte le storie che uniscono ceramica e cibo. Storie legate alle tradizioni - basti pensare al vastissimo mondo dei piatti, dei boccali, degli otri e di tutti quegli altri contenitori in qualche modo legati all’atto del mangiare e del bere. Ma anche storie che guardano al futuro, tra nuovi progetti di chef più o meno noti, giovani ceramisti e artisti famosi, come Giorgio Di Palm, che ha creato una bellissima installazione di gelati di ceramica ‘in eterno scioglimento’ attaccati al muro e che lavora, tra gli altri, anche con Bottura. Storie legate alle tipicità di ogni località legata all'artigianato, in un bel viaggio da Nord a Sud scandito dalle tappe dei vari appuntamenti organizzati nelle città del circuito AICC.

Foto: Giacomo Balla, Servizio futurista, MIC Faenza

Inoltre a fine agosto, durante Argillà, è stato presentato in anteprima il podcast dedicato agli appassionati del cibo: un percorso che si snoda attraverso il museo faentino raccontando il legame tra cibo e ceramica.

La ceramica non è mai stata così golosa.

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