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Grandi prodotti a rischio: come aiutare le aziende del Centro Italia colpite dal terremoto

Di FDL il

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Grandi prodotti a rischio: come aiutare le aziende del Centro Italia colpite dal terremoto

La terra è tornata a tremare. Dopo il terremoto del 24 agosto, il Centro Italia è stato colpito da nuove scosse, prima mercoledì 26 e poi domenica 30 ottobre. Per fortuna stavolta nessuna perdita umana, ma tantissimi danni materiali: alle abitazioni private, al patrimonio artistico e a quello gastronomico, che nell'area colpita - principalmente province nelle tre regioni di Lazio, Umbria, Marche, Abruzzi - costituisce una parte fondamentale dell'economia locale.

Secondo Coldiretti il sisma hanno colpito 3mila aziende agroalimentari, la cui produzione è ora a rischio. Abbiamo quindi deciso di fare un punto su prodotti e produttori il cui lavoro è stato danneggiato dal terremoto: la loro ripresa, nei prossimi mesi, dipende anche da noi.

Se ne conoscete altri segnalateceli sulla nostra pagina Facebook, saremo felici di accogliere tutti i vostri suggerimenti.

PRODOTTI TIPICI E PRODUTTORI COLPITI DAL SISMA NEL CENTRO ITALIA

Partiamo dal Lazio con Claudio Lorenzini, direttore del birrificio Alta Quota di Cittareale, che non ha subito danni, ma ci segnala alcuni produttori - amici e colleghi - che non sono stati così fortunati: il Caseificio Casale Nibbi di Amatrice, il Caseificio Petrucci di Amatrice, il Caseificio Sant'Andrea di Leonessa (+39 0746938185) e il Salumificio Sano di Amatrice.

Due realtà brassicole a rischio sono invece il birrificio MC-77 di Caccamo (MC), che dovrà spostare i macchinari della produzione in un'altra sede, e la Birra Norcia, il cui destino è purtroppo legato a quello del paese umbro - uno dei più danneggiati - e della comunità benedettina, che ha perso i suoi luoghi simbolo.

lenticchie castelluccio norcia

Praticamente distrutto il paese di Castelluccio di Norcia, famoso in tutto il mondo per le sue lenticchie IGP. Il raccolto di agosto è in salvo nei magazzini, in alcuni casi danneggiato, ma i veri problemi sono la mancanza di energia e le strutture in cui possono alloggiare e lavorare gli agricoltori. Come racconta a Saperefood Nello Perla, presidente della Cooperativa della Lenticchia di Castelluccio IGP: "Non possiamo neanche tornare al paese, perché non c’è corrente e le strade sono chiuse. La produzione è ferma, e tutta la lenticchia raccolta precedentemente sta andando sprecata perché non ho modo di commercializzarla adesso. Potrei conteggiare danni per 1 milione di euro considerando l’intero indotto”.

prosciutto di Norcia

Norcia è famosa anche per la sua secolare arte norcina. Alcuni produttori si stanno riunendo in un consorzio che produca un insaccato a marchio “I love Norcia” e anche il Guardian parla dei salumi umbri, riportando l'appello di Valentina Fausti, il cui prosciutto crudo con carni di maiale brado di Norcia è famoso in tutto il mondo: stanno provando a vendere 200 prosciutti il più velocemente possibile, per far fronte a circa 2 milioni di euro di danni. Nel frattempo qui trovate una lista di prodotti gastronomici della provincia di Norcia e le istruzioni per acquistarli.

Immagine: Caseificio Sabelli

Altre produzioni agroalimentari del Centro Italia, come la patata rossa di Colfiorito, il Vitellone Bianco Igp o il pecorino dei Sibillini, stanno attraversando momenti di difficoltà. Mentre Coldiretti invita a inviare roulotte e camper, dove i produttori possano stare vicino ai loro pascoli e ai loro campi, segnaliamo altre aziende che sappiamo avere subito danni: il Caseificio Sabelli di Ascoli Piceno, lo zafferano della giovane azienda di Bosco Torto e quello dell'Azienda Agricola Angeli, il ciauscolo di Giorgio Calabrò,

Purtroppo la lista è sicuramente molto più lunga di così.

Ci auguriamo che, come era successo con il terremoto in Emilia del 2012 la solidarietà di chef e ristoratori si faccia sentire. In quell'occasione 300,000 forme di Parmigiano Reggiano si erano rotte, per un danno stimato di 300 milioni di euro: grazie all'appello di Massimo Bottura, e agli eventi organizzati in tutto il mondo insieme ad altri colleghi, erano state tutte acquistate.

Ora è il Centro Italia a avere bisogno del nostro aiuto.

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