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Verace, Gourmet, Foodster o Critical? Scopri che foodies sei con il quadrato semiotico

Di FDL il

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Verace, Gourmet, Foodster o Critical? Scopri che foodies sei con il quadrato semiotico
Foto Squadrati

Se il vostro debole sono le osterie forse siete dei Veraci; se invece siete fedeli seguaci dei ristoranti stellati Michelin e degli chef famosi siete dei Gourmet.

Ancora una volta Squadrati, istituto di ricerca milanese, torna a parlare di cibo: dopo aver sondato i meandri dei dolci e dei comportamenti sul vino, l'intenzione del loro ultimo quadrato semiotico è capire come ognuno di noi si racconta attraverso il cibo e le scelte ristorative.

Il quadrato del Foodies: ecco lo studio messo su carta dai ricercatori, che hanno presentato le loro conclusioni durante la Social Media Week di Milano.

Due sono le opposizioni sul quale si articola il quadrato: una è "Istituzionale vs alternativa", ovvero il tipo di cucina culturalmente accettato contro la ricerca di piatti innovativi e modi di consumarli alternativi. L'altra opposizione  è "Resistenza vs Aspirazione"; resistenza intesa come l'ergersi in difesa dei propri principi alimentari, di contro all'interesse per il cambiamento, a metà fra ricerca e moda.

Da qui nascono 4 modi di essere foodies: Veraci, Gourmet, Critical e Foodster.

Il Verace santifica la tradizione, il Gourmet si fa sedurre della mode e dalle guide, il Foodster ama l'ironia e la contaminazione, il Critical invece si fa guidare dalla sua sensibilità ecologica.

Siete amanti dello street food gourmet? Allora con tutta probabilità siete un Foodster. Se invece siete adepti dell'autoproduzione in cucina, e seguite Lisa Casali come fosse il vostro messia, c'è una buona possibilità che vi ritroviate in un profilo Critical.

E dopo aver indiduato queste opposizioni gli Squadrati, da buoni ricercatori quali sono, hanno considerato ed evidenziato gli effetti di questi comportamenti sul mercato: la crescita dell'autoproduzione porta all'esaltazione di prodotti che rivendicano la loro natura anti-industriale. Ma la tendenza del mercato si dirige anche verso una valorizzazione del made in Italy che incontra il favore dei Veraci e lavora ancora una volta sulla trasparenza delle informazioni, sull'origine e sulla lavorazione delle materie prime.  

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