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8 ristoranti cinesi da provare a Roma, per tutti i gusti

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8 ristoranti cinesi da provare a Roma, per tutti i gusti
Foto Unsplash

Dopo quella italiana, la cucina cinese rappresenta la tradizione gastronomica più radicata nel nostro Paese. Presente nelle grandi città ormai da decenni, ha saputo allietare le serate tra amici, ma anche quelle trascorse in solitudine o in coppia, a suon di involtini primavera e spaghetti di soia.

E se in principio, per abituare i palati italiani, i piatti serviti erano spesso rivisitazioni delle portate cinesi in chiave occidentale, ora è invece sempre più facile vivere un’esperienza gastronomica orientale all’insegna dell’autenticità.

Una guida ai migliori ristoranti cinesi di Roma può essere uno strumento molto utile da tenere a portata di mano: una bussola per orientarsi facilmente di fronte all’abbondante offerta cittadina.

Tra novità, proposte gourmet e "leggende", ecco la selezione firmata Fine Dining Lovers di 8 tra i migliori ristoranti cinesi di Roma.

Wei kou hao. Buon appetito!

Hang Zhou da Sonia

Foto: Facebook | Hang Zhou da Sonia

Questo ristorante è l’emblema della cucina cinese a Roma. Sonia, la proprietaria, con il suo caschetto inconfondibile, nella Capitale è famosa tanto quanto chef stellati e blasonati, o forse anche di più. Ha preso un’attività come tante e l’ha trasformata in un punto di ritrovo per chiunque, con prezzi leggermente più alti della media e piatti per tutti i gusti.

I suoi involtini primavera freschi si trovano difficilmente altrove. L’Anatra in salsa cinese, invece, è uno di quei piatti di cui non si può fare a meno. E poi c’è la leggendaria Anatra alla pechinese, da ordinare rigorosamente alcuni giorni prima. E ancora, manzo, pesce, pollo, maiale, verdure, baozi: c’è davvero un piatto per ogni papilla. Tutto ben preparato: raramente si esce delusi. Il consiglio? Ordinare più portate e condividerle, accompagnandole con ciotole di riso bianco.

Si mangia in un ambiente accogliente, tra pareti letteralmente invase da foto di vip vicino a persone non famose, oppure in una delle sale private. Sonia è una padrona di casa precisa e impeccabile, tanto che il giorno del vostro compleanno vi regalerà una t-shirt che la raffigura in versione fumetto, mentre regge un libro rosso con scritto “Sonia, la rivoluzione in cucina”. Tutti amano Sonia. Come non farlo?

Hang Zhou da Sonia
Via Principe Eugenio, 82 - Roma
Sito 

Cu_Cina

Foto: Facebook | Cu_Cina

Cu_Cina non è il solito ristorante cinese. Per niente. La chef Stella Shi ha lasciato la facoltà di giurisprudenza per mettersi ai fornelli, iniziando dalla scuola di cucina Alma. Ha avuto esperienze in ristoranti importanti come La Peca di Lonigo e Le Gavroche di Londra, per poi approdare a Hong Kong. Ha aperto quindi il suo Cu_Cina in uno dei quartieri più affascinanti di Roma: Monti. E l’ha fatto da sola.

Da Cu_Cina si mangiano le specialità della tradizione orientale più autentica (come la medusa, che arriva direttamente dalla Cina ed è servita cruda), assieme a un buon mix di Italia e Cina. I ravioli, per esempio, sono preparati con un impasto di riso, ma ripieni di coda alla vaccinara, mentre la cinta senese è servita con fagioli fermentati.

La carta cambia ogni due mesi circa, non è proprio economica, ma vale la pena provare i piatti in lista, caratterizzati dalla contaminazione culturale. Per chi vuole, c’è anche la possibilità di tre percorsi degustazione: 4 portate (40 euro); 6 portate (60 euro); 8 portate (80 euro).

Cu_Cina
Via Salita del Grillo, 6 B - Roma
Sito 

Kaiyue

Foto: Facebook | Kaiyue

Quando parliamo di cucina cinese tendiamo a generalizzare e a ridurla ai soliti piatti che abbiamo imparato a conoscere. Kaiyue, invece, a Roma fa qualcosa di diverso, se non unico. La brigata è costituita da diversi chef, ognuno specializzato nei piatti di una delle otto regioni del Paese orientale, capitanati dallo chef Jing.

Sono più di 200 le ricette conosciute dal team, tra piatti della tradizione e rivisitazioni, tutte preparate con ingredienti di stagione freschissimi. Le zuppe si dividono in dense e chiare, i piatti come il manzo vengono serviti freddi, nel modo tradizionale. E ancora, tofu, anatra, manzo, maiale, riso e gli spaghetti, fatti in casa.

C’è davvero un piatto per chiunque: per chi vuole provare le ricette speziate o per chi, invece, preferisce sapori più “occidentali”, come il pollo su letto di broccoli siciliani. Kaiyue, nella zona dell’Esquilino, che potremmo definire la piccola China Town romana, è un grande sì per tutti gli amanti della cucina cinese.

Kaiyue
Via Cairoli, 33 A - Roma
Sito 

Gemma

Foto: Unsplash

Avete detto hot pot a Roma? La risposta è Gemma. Nel quartiere multietnico di Tor Pignattara, Gemma è un ristorante cinese assolutamente autentico. L’hot pot è la tradizionale pentola da mettere al centro del tavolo per condividere la cena tutti insieme: un brodo di manzo, zenzero, porri e, volendo, peperoncino, ribolle e attende che si tuffino dentro gli ingredienti scelti.

Si ordinano i prodotti che si preferiscono, dalla carne alle verdure, e si immergono in questo pentolone fino a che non si cuociono. Nella cultura tradizionale cinese, non è raro trovare frattaglie di ogni sorta. La rarità, però, è trovare a Roma un ristorante cinese che abbia frattaglie di qualsiasi tipo. Qui ci sono: dal cuore di maiale alle lingue d’anatra.

Una volta ripescato l’ingrediente cucinato? Non resta che intingerlo nelle varie salse a disposizione, da quella di soia a quella a base di salsa di maiale.

Gemma Ristorante
Via Bordoni, 22 - Roma

Hua Qiao

Foto: Pixabay

Quando parliamo di cucina cinese siamo abituati a un tipo di cucina proveniente dalla regione dello Hangzhou. Da Hua Qiao, vicino alla stazione Termini di Roma, invece, si guarda più alla cultura gastronomica dello Zhejiang, molto più leggera e meno elaborata. Fatta di pesce, verdure e pollo.

Hua Qiao serve (bene) piatti che altrimenti possono farci storcere il naso: il pesce è sempre fresco, così come gli altri ingredienti, dal bambù alla carne. Notevole la zuppa di wanton, la pasta ripiena, così come la pasta al ragù Pechinese, di anatra. I prezzi sono contenuti.

Se dovete partire per l’ora di pranzo o siete arrivati a ridosso della cena con un treno, non lasciatevi intimorire dalle rosse scritte cinesi sulle insegne. Entrate: vedrete molti cinesi della zona (il che significa che siete nel posto giusto).

Hua Qiao
Via Giolitti, 189 - Roma
Sito

Dao

Foto: Facebook | Dao Restaurant

Più gusto autentico di così si muore. Lo chef di Dao, il ristorante cinese in zona Monte Sacro, ha vinto infatti per ben due volte il China Gold Kitchen Award di Pechino. Zhu Guangqiang propone piatti che uniscono la tradizione cinese popolare a una cucina di livello raffinato e sofisticato. I prezzi, non spaventatevi, non sono affatto più alti del normale. Ma valgono un passaggio.

La radice di taro viene cucinata sulla griglia, i ravioli sono da provare nella versione al nero di seppia, mentre le zuppe sono poche ma di livello. Come quella al tofu e verdure piccanti o di granchio fresco e asparagi. Da non perdere le paste, con i wanton fritti ripieni di gamberi su tutte, e un’accurata selezione di ingredienti di mare e di terra. Per una serata diversa.

Dao Restaurant
Viale Jonio, 328 - Roma
Sito 

Green T.

Foto: Facebook | GreenT

Il nome non è un caso, mentre la zona è una di quelle dove è difficile trovare un buon cinese. A ridosso del Pantheon, uno dei monumenti più sensazionali di Roma, Green T è un locale multiforme, dove, alla maniera di altre città europee come Parigi, non ci si limita al solo cibo. Potete infatti trovare un’ottima selezione di autentici tè cinesi da gustare in loco, o da comprare e portare a casa. In vendita anche tessuti e oggetti cinesi.

Quello che interessa, però, è la cucina. Aperto sia a pranzo che a cena (a pranzo i menu vanno da 9 a 17 euro), è un rifugio tanto valido da essere segnalato sulla guida Michelin. Pare che il Ministro dell’Ambiente cinese abbia detto che non esiste un solo posto a Pechino in grado di essere autentico come lo è il Green T.

La cucina si divide tra quella imperiale, dove si innalzano l’Anatra laccata alla pechinese servita in tre portate e le Capesante al vapore alla maniera di Shanghai, e quella di un più veloce street food, tra ravioli al vapore e croccantissimi involtini fatti in casa. Per aggiungere una nota di merito, il menu, che cambia in base alla stagionalità, è studiato assieme a un nutrizionista per farvi uscire dalla porta con un senso di leggerezza impagabile.

Green T.
Via del Piè di Marmo, 28 - Roma
Sito 

Er Primo

Foto: Unsplash

L’abbiamo messo per ultimo, ma non lo è. Anzi, Er Primo deve il suo nome al fatto di essere stato effettivamente il primo ristorante cinese di Roma. Aperto ormai trent’anni fa, gli arredi sono rimasti quelli di allora: motivi cinesi, dragoni e dettagli rossi che lo rendono particolarmente caratteristico.

Il bonus è la vicinanza con un altro degli spot romani turisticamente più importanti: San Pietro. Ma riparato, in una via poco distante, per immergersi anche nei tipici vicoli di Roma. Qui la cucina è quella classica che siamo abituati a conoscere: involtini primavera, riso alla cantonese, spaghetti di soia e, per finire, un bel gelato fritto.

Uno di quei ristoranti dove almeno una volta bisogna andare, senza per forza seguire le mode del momento. Anche solo per tornare indietro nel tempo.

Er Primo
Via degli Ombrellari, 18 - Roma
 

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