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Ecco i tormentoni food che abbiamo odiato (e amato) nel 2015

Di FDL il

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Ecco i tormentoni food che abbiamo odiato (e amato) nel 2015

Guardandoli adesso, a distanza di un anno, fanno quasi ridere: i food trends che avevamo previsto per il 2015 non erano precisi come credevamo. Abbiamo visto cibi fermentati ma non kalettes, brodo ma non gruit. E alcuni pronostici sono stati decisamente smentiti. Chi pensava che lo street food fosse ormai morto, ad esempio, ha dovuto ricredersi e mangiare numerosi lobster roll e okonomiyaki.

Quali sono stati invece i tormentoni food del 2015? Cosa ci ha accompagnato - e a volte stufato - nel corso di quest'anno in cui, complice Expo Milano 2015, la cucina è stata protagonista come non mai? Noi ne abbiamo ricordati alcuni.

 

VEGGIE STYLE

La cucina cosiddetta "naturale", specialmente nella sua variante vegana (o addirittura in quella crudista), non è mai stata così presente nelle ricette, nei magazine e nei blog come quest'anno - quante volte avete sentito le parole olio di cocco e avocado?

Il 2015 è sicuramente anche stato l'anno del detox, nonostante i suoi benefici siano ancora controversi. Se siete a Milano e ne volete sperimentare una più soft guardate qui.

 

VOGLIA DI AUTENTICITÀ

La cucina giapponese è stata la più beneficiata dall'effetto Expo: ora sappiamo tutti (e se non lo sapete lo imparate qui) che non è solo riso e pesce crudo. Ma non è stata l'unica, e altre cucine etniche iniziano a presentarsi in maniera più "autentica", nelle loro forme non turistiche e semplificate.

L'indirizzo da tenere d'occhio? Il Bésame Mucho, avamposto messicano in Porta Nuova.

 

A TUTTA DELIVERY

Foto: Brambilla/Serrani

Perché uscire a prendere cibo quando il cibo può raggiungerti sul tuo divano? I take away gourmet diventano sempre più numerosi, meglio organizzati e facili da usare - e si aggiungono anche i ristoranti stellati, come capita a Londra con questa delivery di lussoA Milano, intanto, ci "accontentiamo" del take away di Aimo e Nadia.

 

NON PROPRIO RISTORANTE ...

... ma quasi. Riaprono molti mercati coperti, ultimo in ordine di tempo quello di Santa Maria del Suffragio, dove si può mangiare (comodamente seduti) pizza ma anche crudi di pesce, ottimi taglieri, piatti caldi: la stessa soddisfazione di un ristorante in un ambiente più informale.

Per chi invece stesse cercando proprio la formalità, gli hotel sono il posto dove andare. Non parliamo solo di ristoranti nel senso classico del termine - qui trovate alcuni dei migliori, per diverse fasce di prezzo - ma anche di esperienze gastronomiche che non potrete fare altrove. Qualche esempio? Steakhouse di lusso, personal food shopper e tè pomeridiani

 

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