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Altrove: i volti dell'immigrazione (gastronomica) nelle fotografie di Alexis Ftakas

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Altrove: i volti dell'immigrazione (gastronomica) nelle fotografie di Alexis Ftakas

Altrove è un progetto fotografico documentaristico del giovane fotografo Alexis Ftakas, nato a Bologna nel 1989 ma di origini greche. Ftakas ha scelto di concentrarsi sui negozi alimentari gestiti da stranieri a Milano – la quarta città in Europa per numero di immigrati, circa 258.000, e conseguentemente un posto dove c'è un'alta richiesta di prodotti tipici dai paesi più disparati.

Il cibo diventa un fortissimo elemento di identità, in cui le memorie personali e collettive si mescolano a sapori e aromi radicati nell'anima di tutti coloro che, per scelta o per obbligo, sono dovuti espatriare. Chiunque debba lasciare il proprio paese, per un breve periodo o per sempre, impara presto che sono i negozi di alimentari il luogo più veloce per attravrsare il ponte che separa la loro patria d'origine da quella di adozione.

Abbiamo fatto qualche domanda ad Alexis Ftakas sul suo lavoro, su com'è stato

Dove nasce il suo interesse per il cibo e il suo rapporto con le comunità di migranti?
I miei lavori nascono dall'interesse per le diverse culture che convivono nelle grandi realtà urbane e non solo, in particolare per gli aspetti comuni nella sostanza e diversi nella forma: l’alimentazione ne è un esempio, essendo basilare nell'esistenza umana ma che ha assunto aspetti molto diversi a seconda dei luoghi geografici in cui si è sviluppata. Il migrante è una persona che vive a cavallo tra due mondi, due culture, non appartiene più fino in fondo né a quella d'origine, né a quella d'adozione. L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel mantenersi ancorati alla propria identità culturale, il cibo è un ponte che collega i due mondi a cui il migrante appartiene.

Come hanno influito sul suo lavoro le sue origini greche?
La mia ricerca sulle identità culturali è fortemente influenzata dal mio vissuto personale. In Italia sono sempre stato, più con simpatia che altro, definito come "greco". Ogni volta che mi presento, mi chiedono di dove sono, e alla mia risposta "Sono Italiano ma di origini greche", tutti mi chiedono "ma quindi sei nato in Grecia?". È sempre stato un elemento con cui ho giocato a mio vantaggio, non mi ha mai pesato, anzi, l'ho sempre portato con fierezza. In Grecia, invece, l'opposto, io lì sono il cugino italiano, il nipote italiano, l'Italiano con il papà greco. Sono nel mezzo, e questo mio essere nel mezzo ha sviluppato la mia curiosità per cosa significhi "appartenere" a una cultura, ed essendo la fotografia il mio strumento di ricerca, si riflette nei miei lavori.

Parlando del suo rapporto personale con il cibo, qual è il primo sapore che ricorda e perché?
Da bambino ho avuto la fortuna di poter viaggiare molto, quindi alla mia infanzia associo sia le tagliatelle al ragù della nonna che il riso al curry, i baklava greci e la piadina romagnola. Ecco, diciamo che è un mix tra cucina emiliano romagnola (sono nato e cresciuto a Bologna) e cucina orientale!

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