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Sneakers di sushi: intervista allo chef sushi che ha rotto l'internet

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Sneakers di sushi: intervista allo chef sushi che ha rotto l'internet

Yujia è quello che si può definire: l'uomo giusto al momento giusto. In arte theonigiriart, Yujia ha fatto impazzire gli amanti di streetwear con le sue creazioni geniali: sushi a forma di scarpa (le shoeshi) e non solo.

Dalle sneakers ai volti dei rapper e dei campioni sportivi, Yujia, ha rotto l'internet, declinando un'arte millenaria in chiave contemporanea e street

Noi di FineDiningLovers siamo andati a trovarlo e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui. 

SNEAKERS DI SUSHI: LA STORIA

 

Le tue coordinate...

Mi chiamo Yujia, ho 28 anni e vivo a Milano da quando ne avevo 8. Ho frequentato un liceo artistico, ma ho dovuto interrompere gli studi per occuparmi dell'attività di famiglia - il ristorante Sakana. Ho imparato l'arte del sushi da un maestro che mi ha trasmesso tutte le tecniche di preparazione. 

Com'è nato il tuo progetto?

Ho sempre avuto una grande passione per l'NBA. Gioco a basket a livello amatoriale e, dopo un po' che gestivo il ristorante di famiglia, ho deciso di metterci un po' della mia arte e delle mie passioni. Da lì sono nati i miei onigiri a tema giocatori di NBA. L'effetto delle mie creazioni è stato subito virale, grazie anche a Instagram su cui le immagini circolano molto velocemente. Le mie sneakers di sushi nascono dalla voglia di differenziare il mio locale dagli altri e, dopo aver visto il riscontro positivo dei miei onirigi, ho deciso di spingermi oltre. Una delle mie primissime creazioni è stato il sushi ispirato a Michael Jordan a cui è seguito poi quello delle mitiche Air Jordan 1

 

Sei quello che si dice: l'uomo giusto al momento giusto...

Beh, sì. Quando le mie shoeshi sono diventate ho avuto due mesi in cui arrivavano 2000 e 3000 mail al giorno. La notizia è rimbalzata ovunque. Quella è stata la molla che mi ha fatto avvicinare al mondo del rap. Il primo rapper di cui ho realizzato il ritratto in sushi è stato Action Bronson (noto per i suoi tour enogastronomici sopra le righe su Munchies - Vice, ndr). Successivamente sono stato contattato da un membro dello staff di Lil Uzi Vert e ho realizzato anche il suo ritratto. 

Da dove trai ispirazione?

Ho sempre ascoltato molta musica rap. Di sneakers e streetwear conoscevo meno, ma ho un amico che è collezionista di sneakers e questo mi ha ispirato. Ho cominciato a percepire un certo fermento legato al fenomeno, per esempio intorno alle Yeezy e da lì è nata la mia serie dedicata alle sneakers più famose del momento. 

 

Il tuo pubblico sembra essere più americano che italiano. Come lo vedi?

Con Instagram è più facile arrivare al pubblico americano che a quello italiano. Gli americani apprezzano di più questo tipo di creazioni, perché amano sperimentare e sono più attivi sui social. In Italia comincio però ad avere un discreto successo e credo che sarà una delle mie prossime serie. Gue' Pequeno ad esempio mi segue e presto verrà qui a farsi realizzare un sushi con il suo volto. In generale, i rapper hanno una certa dose di egocentrismo e questo tipo di creazioni li diverte molto. 

Quali sono i tuoi progetti futuri? 

Intanto uno molto grande con alcuni produttori musicali americani, per cui stiamo effettuando delle riprese qui al locale. A settembre poi andrò a New York e tutto si concretizzerà. Mi piacerebbe anche collaborare con Supreme: vorrei creare una maglietta con l'immagine del loro logo sottoforma di sushi. Per quanto riguarda l'Italia, sempre a settembre sarò al Micam a preparare le mie scarpe di sushi in occasione della fiera. 

 

Come crei le tue shoeshi e i tuoi personaggi?

Parto da un'immagine che mi piace. Se riesco a visualizzarla, allora vuol dire che riuscirò a replicarla. Uso gli ingredienti che trovo nel frigo, tutto molto semplice, tutto commestibile. In media impiego 20 minuti per le mie creazioni. Quella che ho trovato più difficile in assoluto è stata la Jordan 4, per via dei dettagli.

Come ti definisci? 

Mi definisco metà artista e metà sushi chef. Punto sempre a suscitare un effetto "wow" nella persone. È questo quello che mi stimola e che mi fa andare avanti. 

 

Nell'era dei commenti facili, soprattutto su Internet, ne hai avuti anche tu?

Certamente! Non sono mancati quelli che mi hanno accusato di aver rovinato un'arte antica. I commenti negativi ci saranno sempre, soprattutto se fai qualcosa di diverso. Dall’altra parte però c’è gente entusiasta del mio lavoro ed è questa la mia forza.

 

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