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Limone fermentato

Da
Fine Dining Lovers
Redazione
Difficoltà
Facile
Tempo totale
730H 30MIN
Cucina
Ingredienti

Limoni biologici non trattati: 1 kg

Sale marino grosso: 80 g

Eventuale succo di limone extra (se serve a coprire i frutti): q.b.

Limoni interi sotto sale dal profumo intenso, perfetti per dare un tocco nordafricano ai piatti

Porzioni: 1
01.

Lavare accuratamente i limoni biologici, strofinando bene la buccia sotto l’acqua corrente. Asciugarli con un canovaccio pulito.

02.

Eliminare le estremità di ogni limone, poi inciderli a croce: praticare due tagli profondi quasi fino alla base, senza arrivare a dividerli completamente, in modo da ottenere quattro spicchi ancora uniti.

03.

Aprire delicatamente i limoni con le dita e cospargere l’interno di ciascuno con una parte di sale marino grosso, insistendo tra gli spicchi. Il sale che avanza servirà a completare gli strati nel vaso.

04.

Disporre i limoni in un vaso di vetro a chiusura ermetica, sterilizzato in precedenza, pressandoli bene man mano che si aggiungono, così da far uscire il succo. Distribuire tra uno strato e l’altro un po’ del sale rimasto.

05.

Continuare fino a riempire il vaso quasi completamente. Se il succo estratto non basta a coprire del tutto i limoni, aggiungere poco succo di limone fresco spremuto a parte, fino a sommergerli completamente.

06.

Chiudere il vaso, agitare delicatamente e lasciarlo a temperatura ambiente per 2–3 giorni, aprendo ogni giorno per pressare ancora i limoni con un cucchiaio pulito e assicurarsi che restino sotto il liquido.

07.

Trascorsi i primi giorni, riporre il vaso in un luogo fresco e al riparo dalla luce. Lasciare i limoni fermentati sotto sale a maturare per almeno 3–4 settimane, senza dimenticare di controllare di tanto in tanto che siano sempre coperti dal loro liquido.

08.

Quando il limone fermentato è pronto, la buccia risulta morbida, il profumo è intenso e il gusto sapido e agrumato. A questo punto si può iniziare a usarlo nelle ricette, prelevando di volta in volta la quantità necessaria.

Trucchi e consigli

Per un buon limone fermentato è essenziale partire da limoni non trattati, con buccia sana e profumata: è proprio la buccia, più che la polpa, a essere protagonista nelle ricette. Il sale marino grosso va dosato con generosità, perché svolge una doppia funzione: favorisce la fermentazione e contribuisce alla conservazione a lungo termine.

I limoni devono essere sempre completamente coperti dal liquido: se in superficie emergono parti scoperte, rischiano di ossidarsi o di sviluppare muffe. In caso di dubbio è meglio aggiungere un po’ di succo di limone fresco. Un vaso dalla forma non troppo larga aiuta a mantenere i frutti ben compressi.

Chi ama sperimentare può aggiungere al vaso spezie come pepe in grani, alloro o semi di coriandolo, ma la versione semplice, con soli limoni e sale, resta la più versatile. Per avere un quadro completo su come sfruttare al meglio gli agrumi in dispensa, è utile anche conoscere tutti i consigli per conservare i limoni a lungo, alternando congelamento, scorze essiccate e preparazioni sotto sale.

Tempi e modalità di fermentazione

La fermentazione dei limoni è un processo lento ma relativamente semplice: nei primi giorni il sale estrae il succo e inizia a modificare la consistenza della buccia; nelle settimane successive aromi e acidità si trasformano, dando vita a un gusto più profondo e complesso.

In genere, dopo 3–4 settimane a temperatura fresca il limone fermentato sotto sale è già utilizzabile, ma con il passare dei mesi il sapore tende ad armonizzarsi ulteriormente. È buona norma tenere il vaso in un ambiente lontano da fonti di calore e luce diretta; una volta aperto, si può continuare a conservarlo nello stesso luogo o in frigorifero, soprattutto in estate.

Durante la fermentazione possono formarsi piccole bolle o un leggero intorbidimento del liquido, segni di attività naturale. L’importante è che non si sviluppino odori sgradevoli o muffe evidenti sulla superficie; in quel caso il prodotto va scartato.

Come usare il limone fermentato nelle ricette

Nella cucina nordafricana, il limone fermentato è un ingrediente chiave: si utilizza soprattutto la buccia, privata dell’eccesso di polpa e del sale, tritata finemente o tagliata a striscioline. Aggiunge una nota sapida, agrumata e leggermente lattica a piatti come tajine di pollo, stufati di verdure, cous cous e insalate di legumi.

Prima dell’uso, di solito si sciacqua rapidamente la parte che si intende utilizzare, per modulare la sapidità. Il limone fermentato può entrare nelle marinature per pesce e carne bianca, nelle salse allo yogurt, nei condimenti per cereali in chicco e nelle verdure arrostite.

Ne bastano piccole quantità per dare profondità al piatto: un cucchiaino di buccia tritata può trasformare una semplice vinaigrette, una maionese casalinga o un burro composto per finire carni e verdure alla griglia. Sperimentando si scopre come i limoni fermentati possano diventare un “ingrediente segreto” in molte ricette quotidiane, non solo in quelle della tradizione nordafricana.

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Media difficoltà
2H 0MIN
Difficile
4H 15MIN
Media difficoltà
1H 10MIN
Media difficoltà
1H 35MIN
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