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San Baylon a Palazzo Ripetta

Ottimo il raviolo cacio e pepe con cozze e borragine.

Palazzo Ripetta
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Via di Ripetta, 231
00186 Roma RM
Italia

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Perché andarci

Perché varcare la soglia del San Baylon, all'interno di Palazzo Ripetta? Perché qui la maestosità di una dimora storica trova un perfetto equilibrio con l'accoglienza di un salotto intimo, avvolto da boiserie e fotografie d'epoca. L'imponenza di Roma rimane all'esterno. Cede il passo a un ambiente dove l'alta ristorazione abbandona le rigidità formali. Il design gioca su tonalità calde, specchi anticati e marmi classici. Costruisce così un vero rifugio urbano, pensato per allontanare la frenesia della capitale e mettere l'ospite subito a proprio agio. L'offerta gastronomica si innesta su queste premesse, basandosi sulla grammatica della tradizione italiana per sottoporla a un attento lavoro di sintesi. Le ricette del passato vengono interpretate attraverso il filtro della contemporaneità. Restituiscono portate in cui la pulizia visiva cela un'impalcatura tecnica notevole. Il rispetto per le stagioni e la selezione di piccoli fornitori garantiscono le fondamenta per idee mirate alla nitidezza del gusto. L'intento primario risiede nell'alleggerire fondi e salse. Questo permette alla materia prima di esprimersi senza vincoli, conservando consistenze chiare e riconoscibili. Tale visione ha consolidato la fama dell'insegna oltre le mura dell'edificio. Il merito va a composizioni capaci di evocare ricordi precisi senza rinunciare all'eleganza. Tra le creazioni che hanno definito la reputazione del ristorante spicca lo spaghettone mantecato al burro di dragoncello, alici e limone. Un piatto in grado di concentrare note sapide e tocchi agrumati avvalendosi di pochissimi elementi. Le incursioni verso preparazioni di stampo nobile trovano espressione in lavorazioni come il piccione in umido abbinato a ciliegie in conserva, finocchi e pastis. A dimostrazione di come i capisaldi classici possano accogliere accenti aromatici insoliti. L'indirizzo romano cura con attenzione l'epilogo dolce e la selezione dei panificati. Si affida a procedimenti di ispirazione francese arricchiti da suggestioni mediterranee. I movimenti fluidi del personale assecondano il pasto con garbo, favorendo una progressione piacevolmente dilatata. Quando il clima lo consente, il servizio si estende nel giardino interno. Questo cortile segreto amplifica la sensazione di trovarsi in un'oasi protetta dal traffico. Sostare in questo angolo silenzioso offre semplicemente una pausa rilassante, tra pietanze ben eseguite e un'ospitalità premurosa.

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San Baylon

Lo chef parte dalla cucina italiana e dalla memoria dei suoi piatti per costruire una proposta personale nella quale Roma entra senza necessariamente passare dalla riproduzione dei suoi grandi classici.

Il rapporto con Anzio rimane concreto soprattutto nella scelta della materia prima. Parte del pesce arriva dal porto della città dove Spalvieri è cresciuto, mentre verdure ed erbe provengono anche dall’azienda agricola di sua selezione. La disponibilità dei prodotti durante l’anno diventa così uno degli elementi che determinano la carta.

Su questa base la cucina si muove tra riferimenti laziali e italiani, lasciando spazio anche a combinazioni meno prevedibili. Il raviolo cacio e pepe viene servito con cozze e borragine, la ricciola riprende l’idea del saltimbocca mentre l’agnello cacio e ova porta nel menu un riferimento alla cucina abruzzese. Più che intervenire sistematicamente sui classici romani, Spalvieri utilizza ricette, tecniche e ricordi appartenenti a territori differenti e li porta nella propria cucina.

Un capitolo specifico è dedicato alla pasticceria, che guarda a sua volta ai dolci della tradizione italiana. San Baylon occupa gli spazi più raccolti di Palazzo Ripetta, edificio nato come convento nel Seicento e diventato nel 1672 Conservatorio della Divina Provvidenza, oggi trasformato in hotel con un grande giardino interno nascosto nel centro di Roma.

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