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Come trasformare il barbecue in un piatto da maestro: i consigli degli chef protagonisti di Firecat

Dalla gestione del calore alla scelta di salse, marinature e ingredienti inattesi: scopri i segreti degli chef internazionali riuniti a Modena da Massimo Bottura
Firecat 2026 Massimo Bottura

Salse, spezie e marinature per sorprendere 

Se il fuoco deve lasciare parlare la materia, condimenti e salse hanno il compito di creare equilibrio. Per Xinge Liu “la salsa è l’anima gemella della brace”: non un semplice accompagnamento, ma un elemento capace di vestire il prodotto e diventare esso stesso impiattamento. Acidità, umami, colore e consistenza possono spezzare la forza del fumo e aggiungere al piatto una dimensione visiva ed emozionale. Anche Fritzell individua nell’acidità una leva essenziale e suggerisce aceto di mele, succo di limone o acido malico in polvere. 

Le possibilità cambiano con la provenienza e la sensibilità di chi cucina. Liu ricorre alla triade dello street food della Cina settentrionale - cumino tostato, pepe del Sichuan e peperoncino aromatico - per aggiungere calore, profondità e una vibrazione agrumata. Niederkofler preferisce ciò che appartiene al paesaggio alpino: ginepro, pino mugo, erbe di montagna, semi, aceti, fermentazioni e oli aromatizzati. Hadida completa le preparazioni con infusioni floreali come aceto alle rose, olio alla calendula, fiori di cipolla sott’aceto o una glassa al sansho selvatico, lasciando che sia il calore trattenuto dal prodotto a risvegliarne i profumi. Adrià, al contrario, resta fedele a un grande sale e a un ottimo pepe nero macinato al momento. 

Anche la marinatura deve adattarsi all’ingrediente. Gipponi la costruisce bilanciando una componente grassa, una acida, una sapida, una dolce e una aromatica. Prima della cottura spennella inoltre il prodotto con brodo di carne o di pesce, vino e olio: un accorgimento che rende il profumo del fumo più netto e suadente. Niederkofler riduce la formula a tre elementi - aceto di mele, ginepro e un buon olio - mentre Liu punta sulla fermentazione con shio kōji, aglio nero e miele ai fiori di osmanto. 

Nørregaard introduce infine una distinzione importante: il pesce, per lui, non dovrebbe essere marinato prima della griglia. Meglio lavorare con una glassa da applicare durante la cottura o, ancora più spesso, dopo: lievito tostato, rose sott’aceto, una riduzione di succo di mirabelle e burro nocciola aromatizzato alla brace.  

Insomma, tecniche e ingredienti cambiano ma l’obiettivo rimane lo stesso: accompagnare il fuoco senza permettergli di coprire tutto il resto. 

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