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Si sta come in autunno: tutte le nuove aperture a tavola

Da Milano a Firenze, passando per Torino e la Toscana, i ristoranti, le bakery e i nuovi format gastronomici da provare in questa stagione.
Da Niko - Bvlgari Hotel Milano

Da Niko - Bvlgari Hotel Milano

Nuove aperture autunno 2026: gli indirizzi da non perdere

Anche l’autunno ci porta una nuova stagione di aperture e questa volta le novità arrivano soprattutto dalle città. Milano guida il gruppo, tra grandi debutti, trattorie, wine bar e cucine internazionali, ma ci si sposta anche a Torino e Firenze e tra le vigne di Carmignano. Ci sono chef che cambiano formula, ristoranti che cambiano casa e insegne completamente nuove, dalla cucina malese a quella peruviana, passando per lievitati, grandi classici italiani e fine dining. Ecco le nuove aperture dell'autunno 2026 selezionate da Fine Dining Lovers.

Da Niko - Bvlgari Hotel Milano

Al Bvlgari Hotel Milano comincia un nuovo capitolo della collaborazione tra Niko Romito e Bvlgari Hotels & Resorts. Da Niko nasce dalla volontà di portare la cucina dello chef in una dimensione più informale, spontanea e orientata alla condivisione, mantenendo invariato il lavoro sulla materia prima e sulla sintesi dei sapori. Anche il nome richiama l'idea semplice di andare a mangiare “da qualcuno”. Il menu resta profondamente italiano: ci sono gli iconici spaghetti al pomodoro di Romito, il vitello tonnato e, tra i secondi serviti al tavolo con il carrello, la cotoletta alla milanese e il pollo fritto piemontese “col fiocco”. Cambiano anche gli spazi, ridisegnati da ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel come una casa milanese, con ambienti più raccolti, divanetti, una libreria dedicata alla città e un nuovo cocktail bar affacciato sul giardino dell'hotel.

Foto: Courtesy Bvlgari Hotel Milano

WAU

La cucina malese arriva a Milano con WAU, aperto a settembre sul Naviglio Pavese da Dato' Freida Pilus e Fareed Hamzah, madre e figlio, insieme all'executive chef Fairuz Zani Bin Ahamad. Molte preparazioni partono dal rempah, paste di spezie fresche a base di ingredienti come curcuma, zenzero, galanga e citronella, mentre il servizio riprende l'hidang, l'abitudine malese di portare più piatti contemporaneamente al centro della tavola. Da provare il Nasi Lemak Ayam Goreng Berempah con riso al cocco e pollo fritto speziato, il riso blu Nasi Kerabu Terung Percik e la Kari Laksa, noodles in brodo di curry e cocco con frutti di mare, tofu e verdure.

Foto: Courtesy Wau

Borgo Pignano Florence

Dalla campagna di Volterra a Firenze: Borgo Pignano apre la sua seconda proprietà sulla collina di Montughi e affida l'intera proposta gastronomica a Stefano Cavallini, Culinary Director del gruppo. Due i ristoranti. Essenza è la brasserie dedicata alla sua “cucina essenziale”, con il recupero del girarrosto e preparazioni completate al tavolo; Cedrus, affacciato sul giardino, punta invece sulla cucina mediterranea di mare. Il legame con la tenuta di Volterra, dove Villa Pignano è Stella Verde Michelin, passa anche attraverso il patrimonio agricolo dell'azienda, che produce vino, olio extravergine, miele e cereali.

Foto: Courtesy Borgo Pignano

Burbero

Dopo otto anni di [Bu:r], Eugenio Boer e Carlotta Perilli aggiungono un formato e aprono Burbero, wine bar con cucina in via delle Pioppette a Milano. Quaranta metri quadrati, un grande bancone centrale e una selezione vinicola concentrata in particolare su piccoli produttori e vignaioli. La cucina di Boer si fa più libera rispetto al ristorante di via Mercalli: salumi e formaggi di piccoli produttori, piatti da condividere e alcune preparazioni del suo repertorio, compreso il macaron di piccione. Il progetto di KICK.OFFICE riunisce cucina e sala nello stesso ambiente, con le preparazioni eseguite davanti agli ospiti.

Foto: Sara Magni

Matre Torino

Dopo Saluzzo, Matre, la bakery di Massimiliano Prete, arriva a Torino e apre in via Mazzini, proprio di fronte a Sestogusto. La novità è soprattutto la viennoiserie, con cornetti, pain au chocolat, pain suisse e veneziana con crema che si aggiungono a focacce, pizza alla pala e pani. Questi ultimi sono realizzati esclusivamente con grani biologici, utilizzando le farine del Mulino Sobrino di La Morra, il miscuglio evolutivo coltivato da Prete tra Savigliano e Saluzzo e grani duri siciliani come Perciasacchi e Tumminia. All'interno trova posto anche una piccola bottega, dove compare persino una birra prodotta recuperando il surplus di focaccia del laboratorio.

Foto: Chiara Schiaratura

Sevi

A Firenze, lo chef peruviano Francys Salazar apre Sevi insieme a Jhoseleen Brilli, responsabile di sala. La cucina attraversa le diverse anime gastronomiche del Perù, dalla Nikkei alla Chifa e alla criolla, con incursioni nel patrimonio andino e amazzonico. Nel Ceviche Ahumado viene affumicata la leche de tigre, mentre il kamado entra nel Ceviche Brasa e nelle preparazioni anticucheras di carne e polpo. Si può scegliere tra percorsi di tre e sei portate oppure affidarsi all'Omakase da dodici portate, servito al bancone a soli quattro ospiti. Sotto il ristorante si nasconde inoltre Fragmentos, speakeasy con cocktail a base di pisco, botaniche e ingredienti sudamericani.

Foto: Courtesy Sevi

Lenni

A pochi metri da Onda Osteria, in via Stendhal, Vincenzo Cacaci e Matteo Rocca hanno aperto Lenni, un bar di strada che nasce come estensione dell'osteria ma ne semplifica la formula. Qui non c'è la struttura di una cena vera e propria: ci si può fermare per un cocktail, una birra o un bicchiere di vino e scegliere tra panini e pochi piatti, con una cucina più veloce che mantiene però la mano di Rocca. Lo dimostrano proposte come il toast di gamberi o il grilled cheese al kimchi, con il pane fornito da Pan. Anche il bere segue la stessa immediatezza: i cocktail classici sono preparati pre-batch o serviti alla spina, così come le birre gluten free di Henquet 07 Brewery. Lo spazio è piccolo, tra posti al banco, una manciata di tavoli all'interno e un dehors che porta Lenni direttamente sulla strada. Ah, non si deve prenotare. Si va e ci si siede.

Foto: Courtesy Lenni

Monsieur Dior by Enrico Bartolini

La nuova House of Dior di via Montenapoleone accoglie Monsieur Dior by Enrico Bartolini, primo ristorante della Maison in Italia. La collaborazione parte da un'affinità tra il lavoro dello chef e l'universo creativo di Christian Dior, individuata nella stratificazione di sapori, consistenze e colori, con riferimenti alla couture che entrano anche nei nomi di alcuni piatti. In carta convivono creazioni pensate per questo indirizzo e signature di Bartolini, come il risotto alle rape rosse e salsa al gorgonzola, ma la particolarità del format sta anche nei diversi momenti in cui può essere vissuto: colazione, pranzo, Afternoon Tea, aperitivo e, dal mercoledì al sabato, cena con un percorso di cinque portate. Gli interni firmati da Peter Marino proseguono negli spazi del ristorante l'estetica della nuova boutique, tra parquet Versailles, tonalità chiare e un cortile interno con un'opera floreale di Francesco Clemente.

Paca

Paca cambia casa. Il ristorante di Niccolò Palumbo, aperto nel 2019 e unico Stella Michelin della provincia di Prato, lascia la città e si trasferisce a Tenuta Ceri, tra le vigne di Carmignano. Il passaggio amplia anche il lavoro dello chef, che oltre al fine dining firma colazioni, proposta per gli ospiti delle sette suite e banqueting della tenuta. Anche la cucina si allarga rispetto alla prima fase maggiormente legata al mare: entrano sempre più l'entroterra, l'orto, gli animali da cortile e la selvaggina, lavorati attraverso salse, fermentazioni, salagioni e fondi. Il nuovo ristorante sorge accanto alla casa colonica settecentesca, all'interno di una proprietà di circa 40 ettari con vigneti, oliveti e cantina.

Foto: Mike Tamasco

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