Una standing ovation ha accolto la proclamazione dello spagnolo Asador Etxebarri come miglior ristorante del mondo durante la cerimonia di premiazione di The 50 Best Restaurants, sponsorizzata da S.Pellegrino e Acqua Panna, che si è tenuta il 4 novembre al Teatro Municipal di Lima.
Sul palco, lo chef Víctor Arguinzoniz, profondamente stimato dai colleghi e già vincitore del Chefs’ Choice Award nel 2021, ha ringraziato le generazioni di cuochi che lo hanno preceduto, tramandando il sapere che gli permette di continuare a praticare l’antica tecnica della cottura sul fuoco. È questa l’anima del suo ristorante, aperto 36 anni fa nel piccolo borgo basco di Axpe.
Ma che cosa ci dice questo riconoscimento a un ristorante come Asador Etxebarri sul momento che sta attraversando la gastronomia? Arguinzoniz ha reinventato la cottura sul fuoco, modernizzandola con strumenti realizzati su misura, tra cui griglie e padelle forate che permettono al fumo di raggiungere gli alimenti, e con un controllo ossessivo del calore, capace di esaltare ogni ingrediente.
Dagli spessi tagli di manzo di razza Rubia Gallega al delicato caviale, nella sua cucina tutto incontra il fuoco, attraverso il calore delle braci o il loro fumo. "Mi metto al servizio dell’ingrediente che ho davanti - ha dichiarato durante la conferenza stampa dopo la premiazione - Il mio obiettivo è esaltarne la purezza".
Un percorso molto diverso da quello dei ristoranti spagnoli arrivati in vetta prima di lui. Asador Etxebarri si unisce a El Bulli (2002 e 2006–2009), El Celler de Can Roca (2013 e 2015) e Disfrutar (2024), ristoranti celebrati per la capacità di trasformare gli ingredienti attraverso consistenze, sferificazioni e spume. Il loro lavoro ha contribuito a definire la nuova cucina spagnola, caratterizzata dalla sperimentazione tecnica e dalla libertà creativa.
In questo ristretto gruppo di vincitori, che comprende anche l’italiana Osteria Francescana, il peruviano Central e il danese Noma, Asador Etxebarri si distingue per la ricerca di una cucina più essenziale. Anziché costruire la propria identità attorno a piatti dall’impronta dichiaratamente moderna, rinnova il repertorio della tradizionale cucina basca alla griglia. E così facendo indica un’altra strada possibile per la ristorazione ai massimi livelli.