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Mattia Borroni è lo chef del ristorante Alexander di Ravenna

Mattia Borroni è lo chef del ristorante Alexander di Ravenna

Il futuro della cucina? Less is more. Parola di Mattia Borroni

Una cucina con pochi elementi significa meno spreco, più valore e più ricordi. Parola di chef Mattia Borroni. 

Una cucina con pochi elementi vuol dire che questi sono più valorizzati: una scelta che significa maggiore consapevolezza e un focus preciso. Piatti essenziali, con pochi ingredienti, pensati per dare davvero valore al prodotto e raccontarlo senza distrazioni. 

Prendere spunto dal mare per l'essenziale

La mia passione per il mare nasce dai miei nonni marchigiani. Passavo da loro le mie estati da bambino, nel Conero, sulla costa del mare Adriatico, dove il panorama marino è molto ricco. Guardavo il mare dalla spiaggia e sognavo di navigare. Ho approfondito la mia passione, prima con lo snorkeling, poi diventando subacqueo esperto, poi ho preso la patente nautica e un gommoncino per raggiungere posti completamente nuovi, che si raggiungono solo via mare. Poi arriva la barca a vela, che per me è libertà, silenzio, un’emozione pura: quando si naviga si è soli con il mare, si ha bisogno solo del vento, c’è soltanto la natura. Sono sensazioni che fanno da spunto e che porto con me, anche nel mio lavoro, e che deve essere così per sempre: oggi mi piace guardare sott’acqua con mio figlio, scoprire cosa c’è, e immaginare di continuare a vedere tutto questo insieme a lui anche quando sarà grande. 

Cominciare dal territorio

Amo tutto ciò che è legato al mare e porto questo amore anche in cucina, con un’attenzione costante e consapevole. Per me è fondamentale partire da prodotti del territorio, scegliendo ingredienti a basso impatto ambientale. In Emilia-Romagna abbiamo un’eccellenza assoluta come la cozza selvaggia di Marina di Ravenna, un frutto di mare a chilometro zero, tra i più pregiati d’Italia, che merita di essere valorizzato e raccontato in chiave contemporanea. È un ingrediente estremamente versatile, perfetto anche per reinterpretazioni creative, come i bombarelli in porchetta, un piatto tradizionale a base di lumachine di mare e finocchio selvatico, che può trovare una nuova espressione proprio con le cozze.

Lo stesso approccio guida piatti come le raguse alla bourguignonne, con lumache di mare anziché di terra, le seppie con chimichurri di alghe o il crudo di mazzancolle con gazpacho invernale presenti nel menù dell’Alexander: un lavoro di rilettura del pesce e dei prodotti della nostra costa, pensato per rispettarne l’identità, esaltarne il sapore e riportarli al centro della cucina con creatività.

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