Negli ultimi anni Frijenno Magnanno ha intrapreso un percorso di evoluzione che lo sta portando a spostare progressivamente il baricentro dalla sola pizzeria a un ristorante in cui la cucina occupa un ruolo sempre più importante. L'obiettivo non è cambiare identità, ma proporre una versione più attuale della tradizione partenopea con un ambiente più raccolto, una proposta gastronomica più curata e piatti costruiti con una ricerca più approfondita sulle materie prime, mantenendo però un'impronta gastronomicamente tradizionale.
La pizza resta uno dei pilastri del locale ma si concentra sui cavalli di battaglia, con impasti ispirati alla tradizione napoletana e ingredienti provenienti in larga parte dalla Campania, dai latticini di Agerola ai pomodori del Vesuvio.
Alcuni piatti simbolo della gastronomia napoletana, come i paccheri al ragù, la genovese o la pasta e patate con provola, vengono proposti senza modificare le ricette originali. Quando invece il punto di partenza è un ricordo della cucina di casa, ci si concede maggiore libertà. È il caso della ventresca di tonno con cipolla di Montoro in agrodolce, ispirata al tradizionale abbinamento tra tonno e cipolla ma reinterpretata attraverso ingredienti di qualità superiore e una costruzione più essenziale. L'idea non è "storpiare" la tradizione, ma darle un abito diverso quando la ricetta lo consente.