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Allegra
Corbezzoli
Ristorante Al Cambio

5 luoghi

La Bologna… futura: alla scoperta dei ristoranti contemporanei da provare

Dal fine dining d’autore al sushi creativo: una mappa della nuova scena gastronomica bolognese.

Perché questa lista

Quando si pensa a Bologna vengono subito in mente i tortellini in brodo, le lasagne al ragù, la mortadella sinuosa e profumatissima: icone senza tempo, impossibili da non mangiare ogni volta che si mette piede sotto i portici della città. Questa cucina storica è un patrimonio collettivo da proteggere e tramandare. Ma Bologna non è soltanto tradizione: negli ultimi anni si è sviluppato un panorama gastronomico contemporaneo che merita di essere esplorato con attenzione e apertura.

La cultura italiana, spesso molto legata alle proprie radici, rischia talvolta di trasformare la tradizione in un recinto. In realtà sono proprio quei saperi consolidati a offrire gli strumenti per aprirsi al futuro. Così la cucina bolognese, forte della sua identità, oggi guarda avanti e si rinnova trovando linguaggi diversi, influenze internazionali e nuove forme di ospitalità.

In città si moltiplicano i ristoranti che raccontano un’altra Bologna: fine dining di sperimentazione, progetti che puntano sulle contaminazioni, tavole che ripensano ingredienti e tecniche con una visione più attuale. È la Bologna che affianca al ragù, un menu degustazione di alto profilo. La Bologna che accosta sushi e cocktail d’autore in spazi di design, che rinnova i codici della cucina senza smarrire la storia emiliana.

Ecco alcuni indirizzi interessanti che raccontano il volto contemporaneo della città.

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Bologna, Italia
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Allegra vive dalla mattina alla sera con il format dell’all day. La giornata inizia con una proposta di viennoiserie molto interessante – dai croissant alla doppia vaniglia al pain suisse – affiancata a una caffetteria di respiro specialty con espresso, pour over e cold brew tra le proposte. All’ora dell’aperitivo il locale si trasforma in un luogo conviviale, con piattini da condividere che spaziano dai salumi d’eccellenza al pane con lievito madre e burro montato. A pranzo e cena la cucina alterna radici emiliane – tortellini in crema di Parmigiano, tagliatelle al ragù – a piatti dai sentori più contemporanei come i plin di maiale con salsa di albicocche o la faraona arrosto agli agrumi (a seconda della stagione). 

Bologna, Italia
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Il Corbezzolo è da sempre simbolo di protezione e ospitalità, un’immagine che ben rappresenta lo spirito del ristorante guidato da Giuseppe Tarantino. Chef campano trapiantato in Emilia-Romagna, Tarantino costruisce la sua cucina come un incontro tra due radici: da un lato i profumi e i colori del Mediterraneo, dall’altro la solidità della tradizione emiliana. Ne nasce una tavola che racconta il piacere della convivialità, interpretato con sensibilità contemporanea e grande attenzione alla stagionalità.

La filosofia del locale si traduce in un ambiente accogliente e in un menu che alterna i grandi classici della tradizione regionale a proposte più attuali, capaci di sorprendere senza mai perdere di vista equilibrio e gusto. Non si tratta di contrapporre due cucine, ma di farle dialogare in un racconto coerente, che unisce memoria e ricerca.

Bologna, Italia
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Storico punto di riferimento cittadino, Al Cambio è noto per essere una delle tavole predilette dai bolognesi che amano mangiare bene. La cucina, guidata da una forte conoscenza della tradizione, si apre anche a interpretazioni più attuali, mantenendo sempre centralità e concretezza del gusto. Il menu spazia dai piatti di terra a quelli di mare, con una carta che cambia seguendo le stagioni. L’ambiente, classico e accogliente, conserva lo spirito di un luogo in cui la convivialità resta protagonista.

Bologna, Italia
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Nel cuore di Bologna, sotto il portico di Corte Isolani, Seta Sushi porta in città un’interpretazione precisa e contemporanea della cucina giapponese. A cena la proposta ruota attorno a due percorsi Omakase ideati dallo chef Byron Verano, che uniscono piatti tipici nipponici a letture più occidentali. La carta resta disponibile con una selezione di classici e variazioni personali, pensata per un pubblico che ama la creatività gastronomica. L’esperienza si consuma davanti al lungo banco, dove la brigata lavora a vista. La cantina conta oltre cento etichette, con particolare attenzione a vini naturali e biodinamici, accanto a una selezione di sakè serviti anche in abbinamento ai menu degustazione. 

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