La qualità degli ingredienti è tutto in un'insalata nizzarda fatta di così pochi elementi: i pomodori vanno scelti sodi e non troppo maturi, perché devono restare croccanti e non "sfaldarsi" nell'insalata.
Le uova sode vanno preparate con un po' di anticipo e tagliate solo quando sono completamente fredde: sbucciarle e affettarle mentre sono ancora calde le rende più difficili da gestire e rischia di romperle.
Chi ama un tocco più intenso può provare a scottare del tonno fresco in padella al posto di quello sott'olio: il risultato, pur allontanandosi dalla tradizione, regala una consistenza e un sapore diversi ma ugualmente validi.
Per un abbinamento con le acciughe ancora più equilibrato, meglio non esagerare con la quantità: bastano pochi filetti di qualità per dare carattere sapido a tutto il piatto senza sovrastare gli altri ingredienti.
Questa insalata va consumata preferibilmente al momento: si conserva in frigorifero per un massimo di un giorno, idealmente non ancora condita, per mantenere la croccantezza delle verdure.
La versione originale vs le varianti più comuni
Le origini dell'insalata nizzarda raccontano una ricetta molto più semplice di quella diffusa oggi: le prime versioni, risalenti alla fine dell'Ottocento, prevedevano solo pomodori, acciughe e olio d'oliva, un piatto povero nato tra i pescatori del porto di Nizza.
La versione tradizionale più riconosciuta esclude in realtà patate e fagiolini lessi: si prepara con verdure crude di stagione e l'unico ingrediente cotto ammesso sono le uova sode. È un dettaglio che sorprende molti, perché la variante con patate e fagiolini, più diffusa in Italia, appartiene in realtà al condiglione, il "cugino" ligure di questa insalata.
Tra le altre varianti più comuni ci sono l'aggiunta di carciofini sott'olio o cuori di carciofo freschi, capperi sotto sale, cetriolini e negli ultimi decenni anche mais dolce: tutte aggiunte che si sono diffuse nel tempo ma che si allontanano dalla ricetta originale, fatta di pochi ingredienti crudi e di qualità.