Viride segna il debutto romano di Carlo Cracco. È il ristorante principale del Corinthia Rome, aperto in piazza del Parlamento all'interno del palazzo neoclassico progettato da Pio e Marcello Piacentini tra il 1913 e il 1921 e a lungo legato alla Banca d'Italia. Cracco cura l'intera proposta gastronomica dell'hotel, che comprende anche Piazzetta e Ocra Bar, ma è qui che concentra il lavoro più personale sulla cucina italiana e sul suo incontro con Roma.
Entrare in una città dalla tradizione gastronomica così codificata significava inevitabilmente confrontarsi con i suoi piatti. Cracco lo fa senza riprodurli alla lettera. La coda alla vaccinara, per esempio, viene concentrata in un hosomaki, nel quale la tecnica giapponese incontra uno dei simboli del quinto quarto capitolino. Nel percorso degustazione compaiono anche l'Insalata russa alla romana, i Bruscitt alla romana con agnello e carciofi e la Penna gentile come una gricia. Roma non toglie il fuoco dall’identità dello chef. Il risotto, piatto che Cracco lega esplicitamente alle proprie radici, rimane in carta e il confronto tra le due città può arrivare fino alla costoletta di vitello con crosta alla cacio e pepe.
Il menu non è costruito soltanto sulle riletture della tradizione. La carta segue le stagioni e alterna pesce, carne e vegetali. Tra le proposte attuali ci sono gnocchi di ricotta con lumachine di mare, rabarbaro e nero di seppia, ravioli di granchio con anguilla, limone e dragoncello e animella di vitello con pane alla paprika, melanzana e alga nori. Si può ordinare alla carta oppure scegliere il percorso degustazione.
Anche il ristorante porta dentro la storia dell'edificio. Viride affaccia sul giardino interno del Corinthia, mentre alcuni dettagli della tavola sono stati sviluppati guardando agli ambienti dell'ex banca: le porcellane Ginori 1735 realizzate su misura riprendono motivi del palazzo e le posate hanno una finitura champagne scelta appositamente per il ristorante. Un ulteriore livello del primo confronto di Cracco con Roma, che passa quindi dalla cucina ma anche dal luogo nel quale ha scelto di farla.