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Eugenio Roncoroni: «L'aragosta è sopravvalutata, il burro racconta la mia cucina»

Dal burro della Val Chiavenna ai ricci di mare, passando per l'aglio e i funghi: lo chef di Classici Gastronomici a Milano racconta il suo rapporto con gli ingredienti tra grandi amori, sorprese e qualche (inaspettata) bocciatura.
Eugenio Roncoroni

Foto: Gaia Menchicchi

Chi conosce Eugenio Roncoroni sa che non è mai stato un cuoco particolarmente incline alle mezze misure, soprattutto quando si parla di sapore. Classe 1983, dopo le esperienze negli Stati Uniti e il successo di Al Mercato, ristorante che ha contribuito a valorizzare il panorama gastronomico milanese, lo chef ha attraversato diverse fasi professionali con importanti consulenze, nuovi progetti e sperimentazioni.

Oggi lo troviamo ai fornelli di Roncoroni – Classici Gastronomici, il suo ristorante di via De Amicis a Milano, aperto nel maggio 2025 insieme alla storica socia Cristina Giordano. Un locale che somiglia più a una casa che a un ristorante con arredi personali, ricordi di famiglia e una cucina che guarda ai grandi classici della gastronomia, soprattutto francese e piemontese. Qui Roncoroni è tornato a una cucina diretta, fatta di preparazioni riconoscibili, tecnica e sapori decisi, molto decisi. In carta non mancano il pâté en croûte, il foie gras, i tagli del quinto quarto e una selezione di prodotti che racconta molto del suo gusto personale.

La scelta degli ingredienti è da sempre uno degli aspetti centrali della cucina di Roncoroni. Non soltanto per la ricerca di produttori e materie prime eccellenti, ma anche per la capacità di valorizzare prodotti comuni, talvolta accantonati, senza necessariamente trasformarli in qualcosa di diverso da ciò che sono. Il burro, per esempio, è una presenza costante nella sua cucina, mentre l'aglio è un ingrediente che, secondo lui, dovremmo imparare a conoscere di nuovo.

Abbiamo quindi deciso di fargli dieci domande per scoprire quali ingredienti lo rappresentano, quali continuano a sorprenderlo, quali considera sopravvalutati e quali, invece, potrebbero avere un ruolo importante nella cucina del futuro. Ecco le sue risposte.

1. Qual è l'ingrediente che racconta meglio la tua cucina?

Probabilmente il burro. Un ingrediente versatile e, contrariamente a quanto si pensa, estremamente genuino e sano, se di buona qualità. È presente nella mia cucina fin dal primo giorno, sia crudo sia cotto. Quello della Val Chiavenna è il mio preferito.

2. Qual è quello che non smette mai di sorprenderti?

Sicuramente il riccio di mare con cui trovo sempre abbinamenti interessanti, anche con la carne o le verdure.

3. Qual è l'ingrediente più difficile da trattare?

Credo sia l'anguilla. Un ingrediente sorprendente, ma difficilissimo da pulire per via della sua consistenza viscida.

4. Qual è l'ingrediente più sottovalutato?

Secondo me il gambero di fiume. Ha una carne dal sapore incredibile, ma è estremamente delicato, difficile da pulire e anche da reperire.

5. Qual è quello più sopravvalutato?

Probabilmente l'aragosta, che non ho mai trovato particolarmente interessante, né per il sapore né per la consistenza.

Esterno

Foto: Gaia Menchicchi

6. Quale ingrediente tutti dovrebbero imparare a conoscere meglio?

Direi che tutti dovrebbero imparare, o meglio reimparare, a conoscere l'aglio. Ormai è demonizzato e viene utilizzato sempre meno, mentre trovo che conferisca ai piatti un sapore unico.

7. Qual è l'ingrediente del futuro?

Credo siano i funghi, ancora poco conosciuti in Italia come insaporitori e sostituti della carne. Sono ingredienti che crescono ovunque e hanno proprietà incredibili.

8. Quale ingrediente non useresti mai?

Non credo esista un ingrediente che non userei mai, ma se proprio devo scegliere, non amo gli insetti, che invece sono molto apprezzati in Asia e non solo.

9. Qual è il tuo comfort ingredient?

Direi che il mio comfort ingredient per eccellenza sono tutti i tipi di formaggio, dalla mozzarella di bufala ai formaggi di malga.

10. Qual è l'ingrediente che non manca mai nella tua dispensa?

Sicuramente i peperoncini e tutti i loro derivati, provenienti da ogni parte del mondo.

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