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Carciofi alla romana

Da
Fine Dining Lovers
Redazione
Difficoltà
Facile
Tempo totale
1H 0MIN
Cucina
Ingredienti

Carciofi mammole (romaneschi): 6

Menta romana (mentuccia): 1 mazzetto

Prezzemolo: 1 mazzetto piccolo

Aglio: 3 spicchi

Olio extravergine di oliva: 100 g

Sale fino: q.b.

Pepe nero (facoltativo): q.b.

Acqua calda: q.b.

Limone: 1

Carciofi interi ripieni di erbe e aglio, cotti dolcemente in padella fino a diventare tenerissimi

Porzioni: 4
01.

Preparare una ciotola ampia con acqua fredda e il succo di mezzo limone. Eliminare le foglie esterne più dure dei carciofi, accorciare il gambo lasciandone qualche centimetro, pareggiare le punte e allargare delicatamente il cuore con le dita. Via via che si puliscono, immergerli nell’acqua acidulata per evitare che anneriscano.

02.

Pelare i gambi eliminando la parte più fibrosa e tagliarli a pezzetti, mettendoli anch’essi in acqua e limone: si cuoceranno insieme ai carciofi alla romana.

03.

Tritare finemente la mentuccia, il prezzemolo e l’aglio privato dell’anima. Raccogliere il trito in una ciotolina, aggiungere un pizzico di sale, pepe se gradito e qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva, mescolando fino a ottenere un composto umido e profumato.

04.

Scolare i carciofi, asciugarli delicatamente e farli scolare capovolti per qualche minuto. Riempire il cuore e gli spazi tra le foglie interne con il trito di erbe e aglio, pressando leggermente con le dita, senza rompere le foglie.

05.

In una casseruola bassa e larga o in una padella dai bordi alti versare l’olio extravergine rimasto e distribuirlo sul fondo. Disporre i carciofi con il gambo verso l’alto, ben stretti tra loro, aggiungere anche i pezzetti di gambo e un pizzico di sale.

06.

Versare acqua calda nella casseruola fino ad arrivare a circa metà altezza dei carciofi. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco dolce per circa 30–35 minuti, senza scoperchiare troppo spesso, finché i carciofi risultano teneri e il fondo di cottura si è leggermente ristretto.

07.

Verificare la cottura infilando uno stecchino nel cuore: deve entrare facilmente. Se necessario, prolungare la cottura di qualche minuto, aggiungendo poca acqua calda se il fondo si asciuga troppo. Servire i carciofi alla romana caldi o a temperatura ambiente, con il loro fondo di cottura.

Trucchi e consigli

Per una ricetta dei carciofi alla romana ben riuscita è importante scegliere carciofi romaneschimammole, dalla forma tonda e senza spine, con foglie serrate e cuore carnoso. Sono i più adatti a essere farciti e reggono bene la cottura in umido. L’acqua acidulata con il limone evita che la superficie annerisca durante la pulizia, soprattutto quando si lavora molti carciofi.

La mentuccia (menta romana) è l’elemento aromatico che caratterizza davvero i carciofi alla romana: se possibile è meglio preferirla alla menta comune, perché ha un profumo più erbaceo e meno invasivo. Anche il trito di prezzemoloaglio va dosato con equilibrio, così che il ripieno risulti intenso ma non coprente.

La cottura in padella o casseruola deve essere dolce e costante: un fuoco troppo alto asciuga l’acqua troppo in fretta e rischia di far attaccare i carciofi al fondo. È utile controllare che ci sia sempre un sottile strato di liquido e, verso fine cottura, lasciare il coperchio leggermente scostato per far restringere il fondo. Se si preparano in anticipo, basta scaldarli dolcemente con un filo di acqua.

Chi lavora spesso con i carciofi può approfondire tutti i metodi per conservare i carciofi, dalle conserve sott’olio alle cotture in anticipo: in questo modo è più semplice organizzare il lavoro quando si vogliono servire carciofi ripieni, alla romana o in altre varianti.

La differenza tra carciofi alla romana e alla giudia

carciofi alla romana e i carciofi alla giudia sono due capisaldi della cucina laziale, ma seguono logiche molto diverse. Nei primi, la cottura è in umido, con acqua, olio e aromi, e il risultato è un carciofo tenerissimo, dal cuore saporito grazie al ripieno di mentucciaprezzemoloaglio.

carciofi alla giudia, tipici della tradizione ebraico-romana, vengono invece fritti in olio caldo: l’esterno diventa estremamente croccante e aperto a fiore, mentre il cuore resta morbido. Non sono ripieni e non prevedono la stessa miscela di erbe dei carciofi alla romana, ma puntano sul contrasto tra croccantezza e morbidezza.

Conoscere bene la differenza tra carciofi alla romana e alla giudia aiuta a scegliere la preparazione giusta in base all’occasione: più casalinga e “di tegame” la prima, più scenografica e legata alla frittura la seconda. 

Come servire i carciofi alla romana

carciofi alla romana si servono tradizionalmente come contorno o come antipasto caldo, disposti interi nel piatto con il gambo rivolto verso l’alto o adagiati sul fianco, irrorati con il loro fondo di cottura. Sono ottimi appena fatti, ma anche a temperatura ambiente mantengono profumo e morbidezza.

Possono accompagnare secondi di carne bianca, arrosti di agnello o piatti di carne bovina più delicati, inserendosi bene in un menu che valorizzi i vegetali di stagione. In un percorso più ricco, si possono affiancare ad antipasti misti di verdure, giocando su consistenze diverse ma su una stessa famiglia di sapori.

Se ne avanzano, i carciofi alla romana possono diventare il giorno dopo un’ottima base per piatti unici: tagliati a spicchi si possono aggiungere a frittate, torte salate o risotti. 

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