Per un frico friulano ben riuscito è importante scegliere il formaggio per frico giusto: il Montasio semi-stagionato è l’ideale, perché fonde con facilità ma mantiene struttura, regalando il contrasto tra cuore filante e crosta croccante. Anche una piccola parte di Montasio più stagionato può dare un tocco di sapore in più.
Le patate vanno grattugiate al momento, così non anneriscono e non rilasciano troppa acqua. Se dovessero risultare molto umide, si possono strizzare delicatamente o tamponare con carta da cucina. La cottura iniziale in padella serve proprio a farle asciugare e a creare la base compatta della ricetta del frico.
La padella giusta fa la differenza: una padella antiaderente dal fondo spesso consente di ottenere una doratura uniforme senza rischiare che il frico si attacchi. È importante non avere fretta con la crosta: per ottenere un effetto davvero croccante al morso, conviene mantenere una fiamma medio-bassa e lasciare il tempo al formaggio di fondere e alle patate di rosolare.
Per una versione più ricca, si può aumentare leggermente la proporzione di formaggio rispetto alle patate; per un frico più “leggero” si fa l’opposto, mantenendo comunque il Montasio come protagonista. Una volta capita la tecnica di base su come si fa il frico, è facile adattare la ricetta al proprio gusto.
Origini e varianti del frico friulano
Il frico è uno dei piatti simbolo della cucina di montagna del Friuli-Venezia Giulia, in particolare della Carnia. Nasce come ricetta di recupero nelle malghe, dove il formaggio avanzato o ritagli di Montasio venivano sciolti e cucinati con patate e cipolle, trasformandosi in un piatto unico sostanzioso e perfetto per i climi freddi.
Oggi si parla spesso di frico con le patate riferendosi proprio alla versione più diffusa, quella che unisce patate, cipolle e Montasio in un’unica torta dorata in padella. Esistono però anche varianti più antiche e povere, con solo formaggio e pochissimo altro, oppure versioni arricchite con speck, erbe aromatiche o altri formaggi locali.
In alcune zone si trovano frico più sottili e croccanti, quasi come una grande cialda di formaggio e patate; in altre tradizioni la preparazione è più alta e morbida, da mangiare quasi al cucchiaio. Questa varietà rende il frico friulano un piatto molto identitario, ma allo stesso tempo personalizzabile in base alle abitudini di famiglia.
Come servire e abbinare il frico
Il frico è un piatto sostanzioso, spesso servito come secondo o come piatto unico. In tavola si accompagna tradizionalmente con una polenta morbida oppure con una fetta di polenta alla piastra, perfetta per raccogliere il formaggio fuso e le patate. Anche una semplice insalata di stagione, condita con olio e aceto, aiuta a bilanciare la ricchezza del piatto con una nota fresca e acida.
Per quanto riguarda il vino, il frico si abbina bene a bianchi friulani di buona struttura o a rossi giovani e non troppo tannici, capaci di reggere la sapidità del Montasio senza sovrastarla. Un Friulano o un Refosco, ad esempio, sono spesso proposte naturali accanto a questo piatto.
Servito a spicchi in un tagliere misto, il frico può diventare anche uno stuzzichino caldo da condividere, magari in versione leggermente più sottile e croccante. In ogni caso, resta una preparazione che porta in tavola la sostanza e il carattere della cucina di montagna friulana, con pochi ingredienti ben lavorati e una tecnica semplice ma precisa.