- Per un sapore più complesso, aggiungere al brodo un pezzo di alga kombu e qualche scaglia di katsuobushi (tonnetto essiccato).
- Il brodo può essere preparato in anticipo e conservato in frigorifero per 2–3 giorni, oppure congelato in porzioni.
- È possibile sostituire la lonza con pollo o tofu per una versione più leggera.
- Servire lo shoyu ramen ben caldo, in ciotole ampie che permettano di gustare appieno la zuppa di noodles e i suoi profumi.
Cos’è lo shoyu e perché si usa nel ramen
Lo shoyu è la salsa di soia giapponese, ottenuta dalla fermentazione di soia, grano e sale. È più leggera e aromatica rispetto alla versione cinese e rappresenta l’ingrediente chiave che conferisce sapidità e profondità al brodo.
Nello shoyu ramen, la salsa di soia bilancia la dolcezza delle verdure e la ricchezza del brodo di carne, regalando quella complessità di gusto chiamata umami, tipica della cucina giapponese.
Come ottenere un brodo umami equilibrato
Per un risultato armonioso, è importante equilibrare i cinque elementi fondamentali del gusto: dolce, salato, acido, amaro e umami.
- Il brodo di pollo e le verdure forniscono dolcezza e corpo.
- Lo shoyu aggiunge sapidità e note fermentate.
- Il mirin introduce una delicata componente dolce e alcolica.
Una lunga cottura a fuoco basso è essenziale per far fondere i sapori e ottenere una consistenza vellutata.
I topping più adatti per un risultato autentico
Il ramen si presta a infinite personalizzazioni. Tra i topping più tradizionali per lo shoyu ramen:
- lonza di maiale o chashu;
- uovo marinato o ajitsuke tamago;
- cipollotto tritato, germogli di soia, alghe nori o spinaci scottati;
- olio di sesamo, peperoncino o semi tostati per aggiungere aroma e croccantezza.
Lo shoyu ramen è una delle zuppe dal mondo più amate: un piatto che fonde tradizione, equilibrio e comfort in una ciotola di profumi intensi, perfetta per chi ama la cucina giapponese autentica.