- Per ottenere un impasto più digeribile, prolungare la lievitazione fino a 12 ore in frigorifero, coprendo la ciotola con pellicola.
- Utilizzare una farina di forza media (W 260–300), ideale per impasti che devono sostenere una lunga maturazione.
- Lasciare riposare la pizza nei tegamini già stesa per almeno mezz’ora prima della cottura: aiuterà la base a gonfiarsi in modo uniforme.
- Per un tocco gourmet, sostituire la mozzarella classica con burrata o stracciatella di latte.
Come preparare l’impasto perfetto
La pizza al tegamino si distingue dagli altri impasti della pizza per la sua idratazione più alta, che conferisce una mollica soffice e un bordo croccante. Lavorare l’impasto senza aggiungere troppa farina: deve risultare elastico ma non appiccicoso.
Durante la lievitazione, evitare sbalzi di temperatura e mantenere un’umidità costante: il segreto di una pizza leggera e ariosa è tutto nella pazienza.
Cottura: padella antiaderente o forno?
Tradizionalmente, la pizza al padellino viene cotta nel forno, ma è possibile riprodurre un risultato simile anche con una padella antiaderente. In questo caso, scaldare la padella a fuoco medio, adagiare la pizza e coprire con un coperchio. Cuocere 6–7 minuti sul fornello, poi trasferire la padella sotto il grill del forno per completare la doratura.
Il forno statico, tuttavia, garantisce una cottura più omogenea e un fondo più croccante, ideale per chi ama le consistenze contrastanti.
Idee per farciture gourmet
La pizza al tegamino si presta a infinite varianti, perfetta da reinterpretare in chiave moderna come fanno i migliori ristoranti di Torino.
- Zucca e gorgonzola con granella di noci, per un gusto autunnale e avvolgente.
- Pomodorini confit, burrata e basilico, per una versione fresca e profumata.
- Prosciutto crudo e fichi, per un contrasto dolce-salato di grande eleganza.
Per gli amanti delle tradizioni, è immancabile la classica margherita, la più iconica tra le pizze da provare almeno una volta.